5 luoghi “finanziari” da riscoprire a Mantova tra Ghetto, Rotonda e credito (la city della Manhattan padana)

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Mantova è una città il cui centro storico sembra ancora come ai tempi del Rinascimento. In realtà molte cose sono cambiate a partire per esempio dalla demolizione delle mura nel secolo scorso. I cambiamenti sono legati alle motivazioni più diverse come ad esempio per la cinta muraria la volontà di allargare la città, o danni da bombardamenti come per il ponte dei Mulini o a progetti di miglioramento urbano come nel caso del Rio ma soprattutto delle demolizioni del Ghetto. Proprio di queste ultime parliamo nella cinquina di oggi che affronta la storia del quartiere riservato agli ebrei che costituiva nei secoli scorsi il centro finanziario della città visto che il divieto per i cristiani del prestito ad interesse (ostacolo superato dai francescani con l’invenzione del Monte di Pietà). Ecco allora 5 luoghi da riscoprire prima e dopo lo sventramento del ghetto ebraico. Continua a leggere

Una storia delle immagini: un bel libro di Einaudi

Arte, fotografia, cinema: una passeggiata tra i secoli per capire che le immagini sono sempre tra noi e occorre avere tutti gli strumenti per saperle leggere.
Un bel libro questo dell’artista David Hockney e del critico d’arte Martin Gayford che parla di cultura in generale demolendo muri, attraversando specchi e evidenziano connessioni e intersezioni anche dove sembrano non essercene.
Il sottotitolo è evocativo: dalle caverne al computer e basta scorrere i titoli dell’indice per rendersi conto che si tratta di un modo diverso di affrontare questo tema. Ne riportiamo solo uno: Caravaggio ha inventato l’illuminazione hollywoodiana.
Ecco la citazione finale dell’artista David Hockney che parla di futuro e di progresso:
“La gente ama le immagini. Non scompariranno.Si pensava che il cinema avrebbe ucciso il teatro, ma il teatro esisterà sempre perchè è vivo. Il disegno e la pittura continueranno ad esistere, come il canto e la danza, perchè la gente ne ha bisogno. Sono assolutamente convinto che la pittura sarà importante in futuro. Se la storia dell’arte e la storia delle immagini si separeranno, avranno la meglio le immagini.
Nessuno mostra più grande interesse per l’avanguardia, che scopre di aver perso la propria autorevolezza.
Mi piace osservare il mondo; mi è sempre interessato capire come vediamo e cosa vediamo. Il mondo è entusiasmante, anche se tante immagini non lo sono. E proprio il nostro è un periodo esaltante nella storia delle immagini. L’arte fa progressi? Pochi lo sembrano, mi sembra. Ma perchè l’arte dovrebbe andare da qualche parte? l’arte non è finia, come non è finita la storia delle immagini. In certi periodi la gente si forma l’idea che tutto stia finendo. Non finisce affatto; semplicemente, va avanti, avanti, avanti.”
Per approfondire:
Dove trovare il libro: Einaudi, Recensione dal Domenicale, Biblioteca Baratta.
I siti degli autori David Hockney  Martin Gayford

5 balconi angolari in una Mantova da osservare con gli occhi all’insù

Ci sono particolari di Mantova che segnaliamo in questa rubrica non per una valenza storica o turistica ma anche solo per invitarvi a passeggiare con gli occhi all’insù. E’ il caso di questa cinquina che evidenzia i balconi angolari, ovvero quelli che consentono una visione delle due vie su cui affaccia l’angolo di un palazzo. Ebbene anche a Mantova ce ne sono alcuni, a partire da quelli tipicamente medievali come il più famoso (che è quello di Palazzo Castiglioni) fino ad arrivare a quelli più moderni e smussati come quello che si trova all’inizio di via Roma. Senza dimenticarne uno “quasi angolare” e molto particolare che trovate sul fianco della chiesa di San Martino, verso via Corridoni. Eccovi allora 5 balconi angolari da osservare in una delle prossime passeggiate in città. Continua a leggere

Il Mincio mormorava: un fiume e tre guerre per l’Unità d’Italia

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Spesso noi mantovani ci dimentichiamo che le guerre del Risorgimento furono combattute tutte tra il Garda e il fiume Po sulle rive del Mincio. Nomi come Goito, Curtatone e Montanara, Monzambano li si trova ricordati nelle vie di tutte le città d’Italia, senza dimenticare che Solferino non è solo una stazione della metropolitana parigina ma anche uno dei nomi scritti sotto a Parigi sotto l’Arco di Trionfo come vittoria dell’esercito francese.
Ma non si ricordano solo le vittorie e allora perchè non pensare a Custoza dove abbiamo perso ben due volte: nel 1848 e nel 1866. Oggi su quelle strade corrono i cicloturisti provenienti da tutta Europa, spesso senza sapere niente della battaglie e scambiando gli ossari per semplici edifici marca cima.
E voi? Conoscete tutto delle tre guerre di indipendenza? Sapete che Mantova diventerà italiana solo nel 1866 con tutto il Veneto? Vi ricordate come mai abbiamo dovuto aspettare il 20 settembre (altro nome diffusissimo di via) del 1870 per conquistare Roma*?
Se volete saperne di più vi invito a fare due cose:
1. Ascoltare le tre splendide lezioni di Alessandro Barbero sulle guerre di indipendenza dal sito del Festival della mente di Sarzana.
I guerra di indipendenza
II guerra di indipendenza
III guerra di indipendenza
2. Leggere questo post dal blog sul perchè il Lugana è meglio del Custoza.

Buon Risorgimento a tutti.
Giacomo Cecchin

* Proprio a proposito della presa di Roma il cancelliere di ferro Otto von Bismarck avrebbe detto al principe ereditario Umberto, “Voi italiani siete il popolo delle tre S: con Solferino avete preso la Lombardia, con Sadowa avete preso il Veneto, con Sedan avete preso Roma. E nessuna delle tre S è stata opera vostra”.

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5 porte che chiudevano Palazzo ducale tra Lanzichenecchi, Teatri e Giardini

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Il Palazzo ducale di Mantova è “una città nella città” secondo la celebre definizione che Baldassarre Castiglione attribuisce in realtà al palazzo di Federico da Montefeltro a Urbino. Eppure la reggia dei Gonzaga è proprio uno spazio a sé stante, costruito nei secoli collegando edifici un tempo isolati e realizzando l’attuale insieme labirintico di più di 35.000 metri quadrati. Una delle immagini che meglio offre questa idea del Palazzo ducale di Mantova è quella che si trova nella veduta a volo d’uccello della mappa realizzata alla metà del 1600 da Gabriele Bertazzolo. Lì si vedono anche le porte che chiudevano gli accessi alla corte che, pensate un po’, erano 5. Allora proviamo a riscoprire queste cinque porte del Palazzo ducale che si possono  ancora individuare passeggiando attorno al perimetro della reggia dei Gonzaga. Continua a leggere

Quattro matrimoni e un funerale: una festa nella Mantova del 1340

I libri che affrontano documenti d’archivio spesso vengono a torto considerati noiosi o aridi. Elenchi di numeri e voci di registri dei conti, citazioni di atti notarili o vuote formule burocratiche spaventano i più.
Eppure non sanno cosa si perdono soprattutto quando gli capita tra le mani un volume come Gonzaga (sottotitolo cavalieri, vesti, argenti, vino) edito da Silvana editoriale e curato da Daniela Ferrari e Chiara Bus.
Questo libro ci porta a fare un tuffo nel 1340, a soli 12 anni da quando i Gonzaga prendono il potere su Mantova con un colpo di stato. Continua a leggere

5 gatti o particolari felini a Mantova tra egizi, quadri e palazzi

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Domenica scorsa ci siamo occupati della Camera degli Sposi dal punto di vista cinofilo mentre oggi ci occupiamo dell’altra metà del cielo, quella felina. Ebbene sì perché anche se nella camera picta di gatti non ce ne sono non possiamo escludere che ogni tanto qualche micio ci passasse. Magari proprio Martino, il gatto preferito di Isabella d’Este che, dopo l’iniziale spavento, avrebbe potuto fare smorfie e sberleffi ai mastini dipinti che non potevano reagire sentendosi corraggioso e spavaldo. In realtà la cinquina di oggi non sarà solo gonzaghesca ma ci porterà in giro per la città in un itinerario gattofilo, da percorrere con passo felino, alla scoperta di particolari che spesso non notiamo e di storie che ci raccontano di una città solo apparentemente indifferente ai gatti. (cinquina benevolmente sollecitata e ispirata da Virginia Novellini). Continua a leggere

Chi ha davvero vinto a Waterloo? un successo tra marketing e Napoleone

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Grande successo e divertimento soprattutto per l’evento dedicato al racconto della battaglia di Waterloo tenutosi al Cinema del Carbone domenica 18 giugno alle 17.30 con la partecipazione di Giacomo Cecchin e Stefano Donati (nella foto da sinistra Stefano e Giacomo).

 

Che quasi 50 persone abbiano deciso di dedicare una domenica di giugno di pieno sole all’ascolto della storia della battaglia che cambiò il mondo è il segnale che tutti gli argomenti possono essere interessanti: tutto dipende da come li racconti.
Lo spettacolo, della durata di un’ora e venti circa, ha presentato gli avvenimenti che hanno preceduto Waterloo, come si è svolta la battaglia e cosa successe dopo lo scontro, alternando storia e marketing e focalizzando su quattro personaggi principali: Napoleone, Wellington, Blucher e Billy lo smilzo.
Giacomo Cecchin ha avuto il ruolo del narratore, mentre Stefano Donati del formatore che ha saputo distillare 5 suggerimenti da portarsi a casa ed applicare nella vita personale o professionale.

 

 

 

 

 

Eccoli: ve li regaliamo insieme ad alcune immagini dello spettacolo, al programma di sala e a due video dello spettacolo (l’introduzione e il finale).
1. è necessaria UNA STRATEGIA
2. l’importanza dei FONDAMENTALI
3. bisogna interpretare il CONTESTO
4. è necessario COORDINARE le azioni in azienda
5. la RESILIENZA

Ringrazio per le foto Mirko Di Gangi.


 

 

 

 

 

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Mantovagando vi porta a scoprire 5 fontane un po’ speciali

L’ultima puntata di Mantovagando prima della pausa estiva vi porta alla scoperta di 5 fontane un po’ speciali di Mantova.
Suggerimenti perfetti per questi giorni di canicola. Ecco perchè l’incipit della puntata vi invita ad un itinerario idrico.
“L’estate a Mantova finisce con Festivaletteratura. Spesso infatti si sente dire anche nei luoghi di lavoro: ne parliamo dopo il festival, ci risentiamo dopo il festival. E durante i 5 giorni della manifestazione tra file, eventi e attese può venir voglia di dissetarsi non solo con la letteratura ma anche con l’acqua di una delle tante fontane sparse per la città (a questo link trovate anche i risultati delle analisi per chi volesse diventare un sommelier d’acqua di fonte). Bisogna dire che quelle mantovane sono fontane discrete, mai trionfali né fenomeni da baraccone (come avrebbe detto Giovannino Guareschi). Tra tutte le fontane di città ce ne sono alcune che sono un po’ più speciali delle altre, almeno per me. Eccovene 5 da riscoprire anche durante l’anno…

http://www.radiobase.eu/2017/06/25/mantovagando-25-giugno/