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Torna MCG e torna la mia rubrica Mantovagando che stavolta vi racconta le torri che si possono vedere nel profilo di Mantova. Qui potete sfogliare l’intera rivista mentre di seguito trovate il testo completo e le immagini della pagina.
“Mantova era una Manhattan padana, circondata dall’acqua e piena di torri a dimostrazione della potenza delle famiglie dominanti. La vista del profilo della città doveva essere simile al tracciato di un elettrocardiogramma. Oggi molte torri non esistono più e quelle rimaste sono, in alcuni casi, più basse di prima a causa di crolli, fulmini o semplicemente per decisioni politiche. Ma soprattutto, in attesa della riapertura della torre della Gabbia, manca un belvedere, una torre che come quella degli Asinelli per Bologna consenta di staccarsi dalla pianura e di godersi dall’alto la vista del centro storico più bello del mondo.

Torre di Sant’Alò (22 metri) – costruita nel 1370 è la più bassa delle cinque citate. Fu probabilmente Francesco I Gonzaga a volerla come parte del sistema difensivo. La torre prende il nome da S.Eligio (sant’Alò in dialetto), patrono dei maniscalchi, ed è posta al termine di una linea che la collega alla Torre della Gabbia passando per quella dello Zuccaro. Dalle sue finestre si gode uno splendido paesaggio del lago inferiore e dell’area di Palazzo ducale. Oggi fa parte del complesso museale della Galleria nazionale del corpo dei Vigili del Fuoco.

Torre del Podestà (47 metri) – è la torre civica costruita nel 1227 ed è decorata sulla faccia verso piazza Broletto da un orologio e dallo stemma del podestà Ginori (si tratta di una copia mentre l’originale è al Museo della Città nel Palazzo di San Sebastiano). All’interno della torre del Podestà c’era una delle prigioni del Comune tanto che piazza Broletto si chiamava piazza delle carceri.

Torre dei Gambulini (32 metri) – la sua costruzione da parte dell’omonima famiglia risale al XII secolo. Oggi fa parte del complesso dell’Archivio di Stato di Mantova che si trova in via Ardigò. Un progetto per trasformarla in belvedere è rimasto nel cassetto e in ogni caso lo spazio interno non consentirebbe di installare un ascensore. Dalla famiglia dei Gambulini, passò ai Ripalta e infine ai Gonzaga per poi essere inglobata nel complesso del convento dei Gesuiti. L’unico modo per salire in cima è utilizzare una gru.

Torre della Gabbia (55 metri) – costruita dalla famiglia Acerbi torreggia (e come potrebbe fare altrimenti) tra piazza Sordello e via Cavour dove si nota la gabbia da cui viene il suo nome posta ad una trentina di metri d’altezza. La torre fu di proprietà degli Acerbi, dei Bonacolsi, dei Gonzaga e dei Guerrieri Gonzaga per essere poi ceduta al comune, attuale proprietario. Fu il duca Guglielmo nel 1576 ad inserire la gabbia dove venivano esposti i malfattori: posizione poco invidiabile (anche se si evitavano le pietre vista l’altezza) che fu sperimentata secondo gli archivi da Marchino Ziganti. Dovrebbe diventare il belvedere di Mantova.

Torre dello Zuccaro (40 metri) – costruita nel 1143 sovrasta via don Enrico Tazzoli. Acquistata da Pinamonte Bonacolsi passò ai Gonzaga dopo il colpo di stato del 1328 con cui incamerarono tutti i beni degli sconfitti. La sommità non ha finestre ne terrazzo e la copertura settecentesca a spioventi ripara il danno dovuto ad un fulmine che la colpì nel 1540 danneggiando anche i quattro finestroni che aveva alla sommità. Il nome forse deriva dalla famiglia degli Zuccaro. Un’ultima curiosità: la “tùr dal sucar” (Torre dello Zuccaro in dialetto mantovano) è il titolo di una canzone dialettale molto nota e che per i mantovani è come “O mia bela Madunina” per i milanesi.

MantovaChiamaGarda – febbraio-marzo 2019 a pagina 60

Qui trovate le uscite precedenti:

1. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
2. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
3. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
4. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
5. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
6. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
7. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
8. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
9. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
10. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017

Un quadro di Giancarlo Businelli, pittore mantovano, che lavora su u suo personale progetto di vedute di Mantova.
Qui vediamo la torre comunale del Palazzo del Podestà, coperta dai banchi del mercato del giovedì.

Giacomo Cecchin