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La storia di Sabbioneta non può essere raccontata senza citare il suo fondatore Vespasiano Gonzaga. Perché senza di lui non esisterebbe questa città ideale nel mezzo della pianura padana, circondata dalle mura e ancora bloccata all’epoca in cui fu costruita. Una delle cose più particolari di Sabbioneta è che è raro vedere persone camminare per le vie e questo rende la città metafisica e il set perfetto per le produzioni cinematografiche: qui hanno girato i Medici televisivi, qui i Promessi sposi di Salvatore Nocita, qui la Strategia del Ragno Bernardo Bertolucci. Sabbioneta nasce proprio dal sogno di Vespasiano di realizzare la sua città, una nuova Roma vicino al Po. La tradizione vuole infatti che il primo atto di fondazione della città sia stato il tracciamento delle mura con l’aratro, come fece Romolo a Roma. Vista dall’alto Sabbioneta ha la forma di una stella irregolare, con sei bastioni e due porte. Vespasiano era anche un architetto militare e a Sabbioneta sembra realizzare un catalogo degli ultimi ritrovati per la difesa di una città. I bastioni sono uno diverso dall’altro e presentano soluzioni difensive all’avanguardia, pensate per resistere al tiro della nuova arma finale: l’artiglieria. Forse per questo mai un colpo fu sparato contro le mura di Sabbioneta: troppo perfette per essere affrontate. La struttura della città riprende quella dell’accampamento romano, con una struttura a insule, cioè isolati, e due poli che si contrappongono: quello della piazza ducale e quello della piazza d’armi. Il luogo destinato alla celebrazione del potere del duca Vespasiano e quello riservato alla sua vita privata. Oltre alle mura i due monumenti che colpiscono di più di Sabbioneta sono il Corridor Grande e il Teatro all’Antica. La Galleria degli Antichi è uno spazio dove il duca esponeva le sue raccolte di sculture, i suoi trofei di caccia ed è realizzata sul modello di gallerie come quella degli Uffizi. Da fuori sembra un acquedotto romano, da dentro invece un’esperienza straniante di un corridoio lunghissimo che non conduce da nessuna parte. L’altro monumento da non perdere è il Teatro all’antica costruito da Vincenzo Scamozzi, l’allievo di Palladio. E’ il primo teatro moderno al mondo perché è stato realizzato come edificio ex novo e non in uno spazio preesistente con tutti gli ambienti tipici del teatro: il foyer, i camerini, il palcoscenico con una scena fissa che riproduce in prospettiva la via di una città che potrebbe essere Sabbioneta. Tre ingressi diversi accolgono il duca, i cortigiani e gli attori e gli affreschi ricordano Roma, il mito di Vespasiano, rappresentando il Campidoglio e Castel Sant’Angelo. Una scritta corre tutto attorno all’edificio: Roma quanta fuit ipsa ruina docet, la grandezza di Roma si intuisce anche dalle sue rovine. Quando si esce dal teatro e si cammina per Sabbioneta si capisce di essere comparse in una città dove l’attore protagonista è solo lui: il duca e fondatore Vespasiano Gonzaga Colonna.

Per approfondire su questo blog
Sabbioneta: un sogno tra nebbia e zanzare
Sabbioneta: una messa da requiem per Vespasiano
Una statua itinerante e protezione della città ideale

Il sito turistico di Sabbioneta
Mantova e Sabbioneta dai siti Unesco italiani
Il portale UNESCO di Mantova e Sabbioneta

Questo testo è stato scritto per la trasmissione Sei in un Paese Meraviglioso andata in onda su Sky Arte in prima visione lunedì 25 giugno 2018 alle 21.15. Qui trovate alcune informazioni sulla puntata.