Domenica prossima ci sarà ancora l’occasione per visitare gratuitamente Palazzo ducale e in particolare la Camera degli Sposi dipinta da Andrea Mantegna. E’ uno dei capolavori del Rinascimento italiano ed è una fortuna che sia ancora integra viste le sciagure che hanno colpito altri affreschi mantegneschi (basti pensare al bombardamento che ha colpito la cappella Ovetari agli Eremitani di Padova o la distruzione della cappella affrescata da Mantegna nei Palazzi vaticani ad opera del papa Pio VII per far posto al suo museo archeologico).
Ma oggi vorrei invitarvi ad un itinerario in tre luoghi diversi, in tre stanze che offrono davvero una vista paradisiaca e sono in qualche modo legate tra loro e a Mantova.
Eccole:
1. La Camera degli Sposi di Andrea Mantegna: l’occhio della volta fa entrare il cielo con le nuvole e porta lo sguardo a giocare con i putti che scherzano in bilico sul cornicione o infilando la testa nella balaustra (come fanno spesso i bambini con le ringhiere, rimanendone a volte prigionieri).
Per alcuni approfondimenti sulla Camera Picta potete leggere su questo sito:
– 5 donne da osservare nella Camera degli Sposi tra marchese, nutrici e nanette
– 5 modi diversi per guardare la Camera degli Sposi
– La fedeltà è una virtù: 5 cani da osservare nella Camera degli Sposi
– 5 particolari da non perdere nella Camera degli Sposi tra mele, scritte e un indice isolato

2. La Camera della Badessa di Correggio: chissà cosa avrà davvero chiesto la badessa del monastero benedettino di San Paolo a Antonio Allegri detto il Correggio. Non lo sappiamo ma il pittore aveva lavorato a Mantova alla Cappella sepolcrale di Mantegna e ad alcuni tondi per la facciata della Basilica di S.Andrea e avrà sicuramente visto la Camera Picta. Ebbene, come tutti gli artisti, Correggio si ispira al modello del maestro ma realizza uno dei capolavori della storia dell’arte. Questo soffitto vegetale da cui occhieggiano putti paffuti che giocano con i cani e dove, sotto lunette a monocromo, sono sospesi piatti e bucrani è un’esperienza assolutamente da non perdere.
Per approfondire sul sito dei musei di Parma

3. La Camera da Bagno di Paola Gonzaga del Parmigianino: il legame con Mantova è evidente visto che parliamo di una Gonzaga e Parmigianino potrebbe aver visto sia la Camera Picta, che Palazzo Te e sicuramente anche gli affreschi di Correggio. Siamo nel castello di Fontanellato e quella che Francesco Mazzola detto il Parmigianino dipinge per la famiglia Sanvitale è un capolavoro. Vi si rappresenta la storia di Diana e Atteone trasformando un piccolo ambiente in uno scrigno di eleganza e raffinatezza. Cosa aspettate a mettervi in macchina?
Per approfondire dal sito del Castello di Fontanellato

L’itinerario, volendo, si potrebbe fare anche in una sola giornata finendo a mangiare la sera in un ristorante della bassa parmense tornando con i piedi per terra e ai piaceri concreti per sfuggire da una, altrimenti inevitabile, sindrome di Stendhal.

Giacomo Cecchin