A ogni Capodanno per i concerti italiani che inaugurano il nuovo anno di regola scatta la polemica sulla chiusura con la Marcia di Radetzky (in analogia a quanto accade a Vienna al Musikverein, ma là si sa che Sacher, Strauss e Maresciallo vanno a braccetto).
In effetti chiudere un concerto beneaugurale con una marcetta al rappresentante più reazionario del Lombardo Veneto austriaco e all’acerrimo nemico dell’Unità d’Italia potrebbe apparire leggermente fuori luogo.
Questo vale tanto più a Mantova dove il maresciallo Radetzky viene ricordato come il “forcaiolo di Belfiore” e celebrarne il nome anche solo in musica sembra un insulto alla storia (e infatti quest’anno il concerto dell’Orchestra del Conservatorio al Teatro Sociale di Mantova chiuderà il suo programma con Sul Bel Danubio Blu, sempre uno Strauss, ma il figlio, e poi un fiume che collega e non divide come il maresciallo).
Io non sono un esperto musicista e tuttavia penso che occorra sfruttare queste polemiche non per vietare ma per spiegare. In altre parole si tratta di una bella occasione per raccontare a chi batte le mani al ritmo della Marcia di Radetzky che quelle del Maresciallo erano marce tutt’altro che allegre per gli italiani e che hanno ritardato l’Unità d’Italia (fin per carità faceva il suo dovere ma da qui a essere solidali con lui ce ne passa) oltre ad aver causato repressioni feroci come quella seguita alle 5 giornate di Milano, alle 10 giornate di Brescia e alla congiura di Belfiore.
A questo punto anche chi apprezza il ritmo da marcetta allegra del pezzo di Strauss potrebbe contestualizzare il tutto nella storia. D’altra parte spesso la musica viene associata alla politica come ad esempio in Israele dove vigeva o forse ancora vige un divieto informale ad eseguire pezzi di Wagner (famosa la battuta di Woody Allen nel film Misterioso omicidio a Manhattan “Ma davvero ti piace Wagner? – Certo, anche se ogni volta che lo sento mi viene voglia di invadere la Polonia!”).
Ma in realtà la musica è universale e Beethoven non bruciò la Terza sinfonia dedicata a Napoleone perché questi si rivelò un tiranno, le cambiò solo dedica e nome.
Con riferimento poi alla Marcia di Radetzky un amico musicista mi confidò un giorno che forse lo stesso Maresciallo non avrebbe apprezzato che questo pezzo fosse a lui associato visto che lungi dall’essere marziale e guerresco sembra invece una marcetta da marionette, da parata del circo, sicuramente non un procedere imperiale per quello che per quasi un secolo rappresentò il più temibile avversario della libertà (almeno per noi italiani).
A questo punto viva la musica da ascoltare tutto l’anno con un approccio più consapevole e la voglia di approfondire.

Una curiosità tutta italiana: la RAI trasmetteva in diretta il concerto di Capodanno di Vienna a partire dalle 12.00 e quindi in formato ridotto (visto che il concerto inizia in realtà alle 11.15). Chi lo voleva ascoltare in versione integrale doveva utilizzare la Radio. Oggi invece il Concerto di Capodanno in diretta e in integrale su Rai 1 è quello della Fenice mentre il Concerto di Vienna sarà trasmesso in differita a partire dalle 13.50 su Rai2 oppure in diretta su Radio3 dalle 11.15.
Ecco un promemoria su  dove potete vedere o ascoltare il Concerto di Capodanno (sia quello di Vienna che quello della Fenice).
TVConcerto Fenice di Venezia – Rai1 – ore 12.20 (diretta integrale. in replica alle 18.20 su Rai5)
Concerto Musikverein Vienna – Rai2 – ore 13.50 (in differita. In replica alle 21.15 su Rai5)
RadioConcerto Fenice di Venezia – Rai Radio3 – ore 20.20 (in differita)
Concerto Musikverein Vienna – Rai Radio3 – ore 11.00 (in diretta e integrale)

Per approfondire:
1. Radetzky: chi era costui?
2. Le 5 giornate di Milano, le 10 giornate di Brescia e la Congiura di Belfiore
3. Johan Strauss padre
4. La Marcia di Radetzky di Strauss (qui potete ascoltarla su liberliber)
5. Il concerto di Capodanno a Vienna: una tradizione che viene da lontano
6. Il concerto di Capodanno 2018 a Mantova: dove acquistare i biglietti
7. Il sito del Conservatorio di Mantova
8. Wagner in Israele
9. La Terza di Beethoven
10. Woody Allen, Wagner e l’invasione della Polonia