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I turisti affollano le sale di Palazzo ducale ma sono pochi quelli che si spingono ad una passeggiata tra i cortili interni della reggia gonzaghesca. D’altra parte anche gli stessi mantovani non sono abituati a questo percorso nel Palazzo visto da fuori perché questi spazi nella maggior parte sono diventati piazze o giardini aperti al pubblico. E invece questo itinerario offre tantissimi spunti per raccontare la storia dei Gonzaga e del loro palazzo e consente di leggere in modo più efficace la disposizione di appartamenti, chiese, giardini e altri elementi molto interessanti. Ecco allora un suggerimento per un itinerario a Palazzo ducale “visto da fuori” attraverso le sue 5 piazze…

Piazza Castello – qui c’era il prato di Castello mentre l’attuale sistemazione della piazza con i portici risale al XVI secolo. L’occasione fu nel 1549 l’arrivo a Mantova di Filippo II di Spagna, figlio di Carlo V e futuro re, accolto dal duca Francesco III Gonzaga proprio in questa piazza (come si può vedere in uno dei grandi teleri dipinti da Tintoretto e oggi conservati a Monaco). Chi entri oggi dal voltone che si apre di fianco all’ingresso del Museo Archeologico prova la stessa sensazione con i portici a serliana che si uniscono nell’esedra che conduce all’ingresso di Corte Nuova e del Castello di San Giorgio. Qui si celebra l’incontro finale del Festivaletteratura che la domenica sera chiude e lancia la successiva edizione. Qui i mantovani venivano ad osservare la finestra da cui fuggì Felice Orsini. Guardando in alto si vedono i torrioni del castello, il campanile e le due “cube” (cupole quadrate di S. Barbara).

Piazza Santa Barbara – è la piazza più interna del Palazzo ducale e funge da spazio di collegamento e passaggio tra le varie parti della reggia gonzaghesca oltreché da sagrato della basilica palatina. Ci si arriva da piazza Castello passando sotto al corridoio aereo che collega corte vecchia a corte nuova, oppure scendendo da piazza Paradiso. La vediamo oggi nella sistemazione realizzata da Paolo Pozzo per uniformare tutti i lati di questa piazzetta un po’ strana eppure molto elegante. Qui c’è la splendida facciata di Santa Barbara con il suo campanile che costituisce non solo il baricentro del Palazzo ducale ma anche uno dei punti focali del profilo della città. Qui si teneva la Fiera di Mantova nel periodo austriaco e da qui D’Annunzio entrò in Palazzo ducale sfruttando lo scalone che conduce al Cortile d’Onore.

Piazza Paradiso – questa piazzetta oggi si chiama Paccagnini (in memoria del soprintendente che riscoprì gli affreschi di Pisanello) ma Paradiso è il nome più amato dai mantovani. E’ chiusa sui tre lati dagli edifici del Palazzo ducale e in particolare (guardando la discesa che porta a Santa Barbara) a sinistra l’appartamento di Vincenzo Gonzaga (il salone degli Arcieri è al primo piano in questo angolo), di fronte il voltone e in alto la loggetta, a destra la facciata posteriore della Domus Nova di Luca Fancelli e il cancello che chiude il giardino dei Semplici. E’ una delle piazze più particolari della città e la dimostrazione che Mantova non è poi così piatta come si dice. Una curiosità: le finestrelle che si aprono sopra il voltone sono quelle del famoso Appartamento dei Nani di Palazzo ducale (vi si affacciò Alberto Sordi durante una delle riprese dei Promessi Sposi televisivi di Popi Nocita).
* un ricordo personale mi lega a questa piazza visto che ci abitava uno dei miei migliori amici, oggi emigrato nei dintorni di Chieti. La porta nell’angolo destro della piazza era quella di casa sua e la sua stanza aveva la finestra che dava sul Giardino dei Semplici. Alcuni dei momenti più belli e spensierati li abbiamo vissuti lì.

Piazza Pallone – oggi è considerato semplicemente un giardino con piante secolari ma era il cortile principale del Palazzo ducale quando era costituito semplicemente dal Palazzo del Capitano e dalla Magna Domus. Il suo nome ufficiale è piazza Lega Lombarda ma se chiedete ad un mantovano doc difficilmente vi indicherà questa che, per tutti, è piazza Pallone. Vi consiglio di arrivarci sia da Piazza Sordello ma anche da via corte per avere due immagini completamente diverse. Nel primo caso si dal voltone ancora decorato con cimieri e stemmi dei Gonzaga e che fu l’ingresso originale al Palazzo. Girandosi verso il muraglione si vedono ancora le mensole che reggevano la passerella in legno raggiungibile con una scala e che portava al primo piano all’attuale Sala di Pisanello. Chi arriva da via corte invece vede l’aspetto di piazza ottocentesca con la cancellata a chiudere il giardino. Due particolarità: qui fu decapitata Agnese Visconti, si affacciano le finestre degli appartamenti di Isabella d’Este e dietro un muro si cela il giardino segreto di Isabella d’Este (è quella parte di muro a sinistra per chi proviene dal voltone, decorato da finte finestre).

Piazza Sordello – pochi considerano la piazza come una pertinenza di Palazzo ducale eppure furono proprio i Gonzaga a volerla, demolendo un quartiere medievale che la rendeva più piccola  e che costituiva il cuore della città più antica. Il suo vero nome era Piazza grande di San Pietro (potete approfondire il cambio di nome leggendo questo articolo) e costituiva non solo il sagrato della Cattedrale ma anche il palcoscenico del potere della famiglia Gonzaga. L’aspetto medievale della piazza cozza con il Palazzo Vescovile e soprattutto con la facciata attuale del Duomo (modificata nel XVIII secolo) e che sostituì quella gotica realizzata dai Dalle Masegne (la si vede ancora ne La Cacciata dei Bonacolsi, il dipinto di Domenico Morone custodito all’interno del Palazzo). Molti mantovani si lamentavano di questa incongruenza salvo poi riabilitarla in tempi recenti dopo la costruzione dell’Area Archeologica che dimostra come non ci sia mai limite al peggio.

Giacomo Cecchin

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