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Quando si racconta la storia della Camera degli Sposi di Andrea Mantegna nei 5 minuti a disposizione delle guide non si ha il tempo se non per poche informazioni. Eppure questo ambiente del Castello di San Giorgio è un microcosmo pieno di moltissime storie e personaggi, tutti molto interessanti. Nella sala angolare di un torrione medievale Mantegna ha concentrato una serie infinita di particolari che meritano di essere osservati con una frequentazione continua del Castello. In questo modo ci si potrà concentrare di volta in volta su aspetti diversi della Camera Picta e ogni visita sarà fonte di nuove scoperte e stimolo alla ricerca di relazioni tra i vari particolari. Ecco allora 5 modi diversi di guardare la Camera degli Sposi.

Le donne – le donne nella Camera degli Sposi si trovano dipinte sia sulla parete della scena di famiglia sia all’interno della volta nel famoso occhio. Sopra il camino si trovano sia donne che facevano parte della famiglia Gonzaga sia cortigiane: dalla marchesa Barbara di Brandeburgo, la “todesca” che sposa il marchese Ludovico II, rappresentata con la famosa acconciatura, sia due delle ragazze di casa come l’ultimogenita Paola che offre una mela alla madre sia la bella Barbarina, affascinante ed elegante. Non dimentichiamo inoltre una balia o governante e la famosa nanetta che guarda con gli occhi sgranati chi si trova al centro della Camera. Nella volta troviamo invece le tre donne nell’atto di pettinarsi che per taluni studiosi sarebbero la stessa figura femminile in momenti diversi dell’acconciatura.

Fornovo – i Gonzaga erano condottieri di mestiere e lo stesso Ludovico II era al soldo del duca di Milano. Ma nella Camera degli Sposi si trovano anche altri Gonzaga che furono militari di professione e in particolare Federico I, il primogenito di Ludovico e padre di Francesco II, il futuro marito di Isabella d’Este. E’ proprio da lui che potremmo partire per guardare alla Camera Picta come ad un album di famiglia e da suo zio Rodolfo. Francesco lo troviamo nella scena dell’incontro proprio davanti al nonno marchese. Lo zio Rodolfo invece è il personaggio dai riccioli ribelli in piedi dietro alla madre Barbara di Brandeburgo. Per loro la battaglia di Fornovo avrà due esiti diversi. Il marchese Francesco II Gonzaga, comandante delle armate italiane, sarà il vincitore della giornata (anche se non per tutti si tratta di vittoria) mentre Rodolfo troverà la morte proprio sul campo.

I putti – di putti è piena la Camera degli Sposi: da quelli famosi con le ali di farfalla che reggono la lapide dedicatoria sulla porta di ingresso a quelli che occhieggiano dalla volta. E sono questi forse i più interessanti perché non sono in posa come gli altri ma giocano, scherzano e si reggono in precario equilibrio sul bordo della cornice che regge la balaustra del famoso “occhio” della Camera degli sposi. Addirittura ce n’è uno che sporge la testa fuori da uno dei buchi della balaustra (e sarebbe bello vedere se come spesso accade ai bambini poi pianga perché non riesce più ad estrarla) e c’è quell’altro con la mela in pugno. Magari si tratta della stessa offerta da Paoletta alla madre nella scena di famiglia oppure è semplicemente un modo per Andrea Mantegna di giocare con i visitatori della Camera.

Gli animali – oltre agli onnipresenti cani e cavalli nella Camera degli Sposi ci sono anche molti altri animali basta andarli a cercare. Partiamo ad esempio dal pavone che si affaccia dall’occhio della volta ma anche da tutti quelli che sbucano tra le imprese o lo stemma della famiglia Gonzaga. Nelle lunette della volta troviamo infatti il cane retrospicente, la tortora, la cervetta mentre nello stemma come non notare le aquile di famiglia che legano i Gonzaga all’impero. E poi c’è anche un animale esotico un po’ difficile da vedere perché sbiadito: si tratta del cammello che accompagna i Magi. Infatti durante uno dei restauri si riscoprì, proprio sotto l’arco in pietra che decora la parte opposta alla scena dell’incontro, l’immagine della carovana dei Re Magi, forse dipinta per datare la stanza. Ci sono anche altri animali ma li lasciamo scoprire a voi.

Finestre e volta – la Camera degli Sposi è diversa da tutte le altre dei torrioni del Castello perché fu modificata sulla base delle richieste del Mantegna. Il soffitto fu rialzato e infatti chi avesse la possibilità di entrare nella stanza sopra la Camera picta vedrebbe il pavimento arrivare al davanzale della finestra. Inoltre le finestre centrali furono spostate sui lati per consentire la migliore illuminazione delle pareti affrescate. Le pareti in ombra infatti presentano delle decorazioni a finto tendaggio. L’ultima curiosità: nell’angolo opposto alle due pareti dipinte in alto ci sono ancora i ganci da cui pendeva la copertura del letto del marchese che utilizzava tuttavia la camera come uno studiolo, un ambiente dove ricevere i personaggi importanti e dove lavorare (con la nicchia chiusa da uno sportello di legno dove riporre documenti o altri oggetti).

Giacomo Cecchin

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