I libri che affrontano documenti d’archivio spesso vengono a torto considerati noiosi o aridi. Elenchi di numeri e voci di registri dei conti, citazioni di atti notarili o vuote formule burocratiche spaventano i più.
Eppure non sanno cosa si perdono soprattutto quando gli capita tra le mani un volume come Gonzaga (sottotitolo cavalieri, vesti, argenti, vino) edito da Silvana editoriale e curato da Daniela Ferrari e Chiara Bus.
Questo libro ci porta a fare un tuffo nel 1340, a soli 12 anni da quando i Gonzaga prendono il potere su Mantova con un colpo di stato.
In quell’anno si tiene una “magna curia”, una grande festa con banchetto che vede quattro matrimoni e l’investitura di ben 24 cavalieri (11 dei quali sono appartenenti al casato dei Gonzaga, ivi compreso Luigi).
Eccoli qui i quattro matrimoni del titolo di questo post:
Luigi Gonzaga sposa in terze nozze Franceschina di Azzo Malaspina
Corrado (uno dei figli di Luigi) sposa Margherita di Castellino Beccaria di Pavia
Ugolino (figlio di Guido e nipote di Lugi) sposa Verde della Scala
Tommasina (figlia di Guido e nipote di Luigi) sposa Azzo da Correggio
Buon sangue non mente e i Corradi (questo il cognome originale della famiglia) de’ Gonzaga, contadini arricchiti ottimizzano i costi mettendo insieme ben quattro matrimoni per un unico banchetto della durata di 8 giorni cui partecipano esponenti degli Scaligeri, dei Visconti, degli Estensi e personaggi celebri come Guidoriccio da Fogliano.
Ma qual è il funerale citato nel titolo? Dobbiamo tornare indietro al 1329 quando il 22 luglio muore Cangrande della Scala a soli 38 anni. E’ anche grazie a lui che Luigi Gonzaga corona il suo sogno di conquistare il potere a Mantova ma se fosse stato per lo scaligero probabilmente i Gonzaga avrebbero dovuto cedergli la città.
E invece questa morte risolve i problemi dei mantovani (qui trovate un articolo sul giallo della morte di Cangrande) e gli consente di arrivare alla festa del 1340.
Tornando al libro dobbiamo dire che oltre ai vari saggi, tutti molto interessanti perchè presentano particolari a volte considerati minori come quelli relativi agli abiti, ai cibi e alle suppelletili da tavola, presenta la trascrizione latina di tutto il Liber Magne Curie, una sorta di “business plan” di una festa che lancia i Gonzaga a far parte del Gotha dell’epoca.
Da non perdere la parte relativa a “carnium, pulorum et piscium” che sembra una lista della spesa e presenta una serie di mercati, macellai e pescatori i cui nomi sarebbero preziosi suggerimenti per un romanzo storico. Da ultimo le “expensarum extraordinariarum” (le spese straordinarie che ben conosce chiunque abbia dovuto organizzare un matrimonio) dove troviamo l’acquisto di ben 846 uova.
In conclusione un bellissimo libro da leggere e rileggere ma soprattutto da considerare un altro passo avanti nella nostra possibilità di conoscere i Gonzaga e di capire che cambiano modi, usanze e contesti ma l’uomo rimane sempre uguale con le sue emozioni, passioni e aspirazioni alla gloria.

Gonzaga.Cavalieri,vesti,argenti,vino.
La “magna curia” del 1340
A cura di Chiara Buss e Daniela Ferrari
Silvana Editoriale 2016
Per approfondire
Articolo della Gazzetta di Mantova
Dove trovare il libro

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