Mantova 1945Qualche settimana fa il giornalista mantovano Luciano Ghelfi ha pubblicato su FB questa foto reperita su Google arts and culture (sito dove Google ha digitalizzato migliaia di documenti).
E’ una Mantova di prima dell’estate del 1944 (si nota infatti di fianco alla Basilica di S.Andrea il palazzo della Cervetta, attuale ente turismo, ancora intatto prima del bombardamento che lo distrusse nell’estate del 1944) dove sono segnalati i monumenti più importanti della città e quindi da evitare (per quanto possibile) di colpire durante i bombardamenti.
Forse non tutti sanno che un’istruzione del Quartier generale delle forze alleate del Mediterraneo classificava le città italiane e le distingueva tra le più o meno bombardabili.
E’ una sorta di tripadvisor delle città, una piccola guida Baedecker, dove si evidenziano le città che per il comando alleato erano considerate più preziose. Nella prima categoria ad esempio stanno le città che si possono bombardare solo con l’autorizzazione del Quartier generale e vi troviamo Roma, Venezia e Firenze ma anche Fiesole e il Torcello. Nella seconda categoria invece stanno i luoghi dove il bombardamento andrebbe evitato ma se succedesse nessun problema e qui ci sono Assisi, Gubbio o San Gimignano ma anche Aosta e Udine (mentre mancano ad esempio Mantova e Pisa). Nella terza categoria ci sono invece le città che hanno importanti obiettivi militari e vanno pertanto bombardate e ogni danno è accettato e qui compaiono Verona, Padova (la distruzione della cappella Ovetari di Mantegna è una triste conferma del valore attribuito a questa istruzione) e altre ancora (di seguito trovate un estratto un estratto del documento che trovate a questo sito).
Mantova quindi non era considerata: un bene o un male?
cervetta distruttaSicuramente un dato di fatto della poca attenzione che si dedicava al suo centro storico e questo determinò il bombardamento che distrusse la Cervetta (vedi foto qui a fianco) sfiorando S.Andrea e quello che vide una bomba cadere in piazza Castello a pochi passi dalla Camera degli Sposi. Certo avrebbe potuto essere molto peggio.
Chissà chi compilò questa specie di tripadvisor dei bombardamenti che sembra basato sulle preferenze e i gusti dei turisti anglosassoni visto l’inserimento di BORGO (che è Borgo San Sepolcro e si sa della passione degli inglesi per Piero della Francesca). Certo è che determinò fortuna e sfortuna del patrimonio artistico italiano.
Per chi vuole approfondire il caso Mantova diventa interessante andare sulla foto originale in alta definizione (la trovate a questo link) per vedere quali sono gli obiettivi da evitare. Troviamo:
1. Palazzo ducale nel suo complesso
2. Castello di San Giorgio con la Camera degli Sposi
3. Basilica di S.Andrea
4. San Sebastiano di Leon Battista Alberti
5. Palazzo Te
6. Si tratta probabilmente della Sinagoga e del Ghetto Ebraico

Vi riporto anche il dettaglio della relazione WORKS OF ART IN ITALY – Losses and Survivals in the War (1945 che potete scaricare qui) dove a pag. 50 si parla dei danni mantovani con alcune cose da chiarire. Ad esempio parla di un San Maurizio completamente distrutto (e non mi sembra sia così) e di un Oratorio di S.Gottardo adiacente alla chiesa di San Leonardo che non rientra oggi tra i luoghi più conosciuti della città).
MANTOVA   
The city suffered scattered damage.
The DUOMO and S. ANDREA are undamaged.
The FILIPPINI was almost completely destroyed.
*The monumental Gothic CHURCH of S. FRANCESCO is almost entirely destroyed. All that remains is the facade (propped up with beams), parts of the north wall of the nave and parts of the south aisle wall with the Chapels. There are some remains of
frescoes (thirteenth-fifteenth-century) including some by STEFANO DA ZEVIO, which may be detached and saved.
S. LEONARDO. The roof has gone completely, but the facade and apse are standing. The greater part of the thirteenth-century Campanile is intact. A fresco attributed to LORENZO COSTA the Elder in the adjacent ORATORIO DI S. GOTTARDO is
unharmed.
S. MAURIZIO was completely destroyed.
S. MARIA DI GRADARA was slightly damaged.
S. ORSOLA. Only the facade and part of the dome remain standing.
PALAZZO CANOSSA. The stucco decoration of the facade facing the Piazza Canossa was damaged by shell-fire.
PALAZZO DUCALE. Bombing near the Castello caused a crack in the wall of the Sala degli Sposi on which is depicted the family of the Marchese Ludovico Gonzaga, by MANTEGNA; but this can be repaired. All the window-glass has gone, and a loggia facing the lake was damaged.
The PALAZZO TE, erected on the site of a stud-farm of the GONZAGAS as a country home for Federico II in 1525-1535 by GIULIO ROMANO, is virtually intact.
CASA DELLA CERVETTA. Bombing in August, 1944, completely destroyed this house, which was built about 1495 by the pharmacists GROPPELLI.

Qui invece trovate il “tripadvisor” dei bombardamenti nelle Istruzioni del Comandante del Quartier Generale della MAAF (Mediterranean Allied Air Force) del 7 aprile 1944.
Scrive il Comando militare MAAF: “Obiettivo di questa istruzione è di assicurare che edifici storici e religiosi di sempiterno valore per la Civiltà nel nome della quale stiamo lottando, non siano distrutti, a meno che la loro distruzione non sia essenziale al successo delle operazioni. Le principali città sono, come segue, divise in tre categorie:
I categoria: ROMA, FIESOLE, FIRENZE, VENEZIA, TORCELLO Queste città non vanno in alcuna circostanza bombardate senza l’autorizzazione di questo Quartier Generale.
II categoria: RAVENNA, ASSISI, SAN GEMEGNANO [sic!], PAVIA, URBINO, MONTEPULCIANO, PARMA, AOSTA, TIVOLI, UDINE, GUBBIO, VOLTERRA, SPOLETO, BORGO [sic!], SAN SPOLONE [sic!], ASCOLI PICENO, COMO, PESARO, AQIA [sic!], le città della costa dalmata: SPALATO, RAGUSA: Il bombardamento non è al presente di alcuna importanza militare, dovrebbe, se possibile, essere evitato […]. Nel caso fosse ritenuto essenziale per ragioni operative […] non esitate a farlo e me ne assumerò piena responsabilità.
III categoria: PISTOIA, MODENA, BRESCIA, CREMONA, ZARA, SIENA, PISA, PADUA, VERONA, BOLOGNA, AREZZO, ORVIETO, FERRARA, VICENZA, PRATO, VITERBO, CORTONA, PIACENZA, LUCCA, RIMINI, FRASCATI, BRACCIANO, PERUGIA, ANCONA. Vi sono importanti obiettivi militari all’interno o nelle vicinanze di queste città. Questi devono essere bombardati e ogni danno che ne derivi è accettato”.
A questo link l’articolo completo.

 

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