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santaBarbara_19sett_26A Mantova le chiese erano moltissime prima delle chiusure napoleoniche e di Giuseppe II d’Austria. E se il tessuto religioso della città era molto ricco quello di Palazzo Ducale non era da meno. Tra cappelle e chiese vere e proprie erano molti i luoghi di culto. Alcuni sono ancora esistenti, di altri si intravedono i resti mentre a volte se ne è persa completamente traccia. Questo è il caso della cappella di castello decorata con tavole di Andrea Mantegna, alcune delle quali conservate agli Uffizi. Ecco 5 tra chiese e cappelle di Palazzo Ducale: le avete mai viste? Ve ne vengono in mente altre?

Cappella nell’Appartamento della Guastalla – forse realizzata nel 1340 durante i festeggiamenti per il triplice matrimonio dei Gonzaga è posta sopra il passaggio che collega piazza Sordello a piazza Pallone, all’interno del Palazzo del Capitano. Scomparsa la volta della cappella è rimasta una imponente crocifissione con una croce a Y e un Cristo dai capelli biondi lucenti. I ladroni ai lati del Cristo vedono le loro anime reclamate dagli angeli e dai demoni mentre i Gonzaga assistono alla crocifissione sulle loro cavalcature. Negli sguanci delle finestre Santa Caterina della Ruota e San Luigi, omonimi dei signori della città.

Chiesa di Santa Croce – è la prima chiesa palatina dei Gonzaga costruita in epoca medievale e di cui rimangono alcuni resti. Una parte della chiesa fu inglobata nell’appartamento vedovile di Isabella d’Este e il nome rimane al cortile cui si accede dal voltone posto di fianco all’attuale ingresso di Palazzo Ducale. Attualmente rimangono tracce del rosone sulla facciata e alcune colonne all’interno dell’aula principale.

Basilica di Santa Barbara – è la chiesa palatina voluta dal duca Guglielmo Gonzaga nella seconda metà del cinquecento e posta al centro del Palazzo Ducale. L’architetto Giambattista Bertani concepisce un campanile in pietra a vista con un edicola circolare che lo rende slanciato ed elegante, purtroppo capitozzata dal terremoto del 2012. Due cupole cubiche che fanno entrare la luce all’interno dell’unica navata fiancheggiata da due grandi cappelle e con un presbiterio rialzato che fa assomigliare la basilica più ad un teatro che ad una chiesa. Qui fu sepolto nella cripta il duca Guglielmo Gonzaga.

Cappella di San Longino – Spesso trascurata dai turisti è posta alla fine delle stanze private dell’appartamento di Vincenzo I Gonzaga con una tela del pittore Teodoro Ghisi rappresentante San Longino con la coppa con cui raccolse il sangue di Cristo e la Maddalena inginocchiata ai lati del crocifisso. E’ un ambiente con due accessi la cui porta lignea grandiosamente intagliata proviene dal convento di San Domenico demolito agli inizi del ‘900.

Scala Santa o appartamento dei nani – tutti i mantovani bambini negli anni ’70 sono passati per l’appartamento dei nani, un ambiente mitico che nella tradizione era riservato ai nani di corte. Poi studi recenti invece fanno risalire questi ambienti al tempo del cardinale Ferdinando Gonzaga, tornato a Mantova e che si fece costruire una riproduzione in scala minore della Scala Santa di San Giovanni in Laterano. Le rampe non sono 5 ma 3 e gli ambienti accoglievano una serie notevole di reliquie esposte soprattutto durante i riti della settimana santa quando si salivano in ginocchio i piccoli scalini.

Cappella di Castello – è la cosiddetta cappella del Bertani costruita in una contro torre del Castello di San Giorgio e rimasta l’unica dopo lo smembramento della cappella decorata da Andrea Mantegna. Se ne parla in una lettera indirizza al Cardinale Ercole Gonzaga nel 1561 e colpisce per gli aspetti di asimmetria che tuttavia non tolgono ma aumentano l’eleganza dell’insieme. Vi si accede dalla sala delle armi e da una piccola scala che conduce alle carceri dei martiri all’ultimo piano del castello.

Giacomo Cecchin

#Mantova2016

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