s_antonio_2S.Antonio Abate è un santo molto amato dai mantovani ed in particolare dagli agricoltori. La sua immagine votiva, con Antonio circondato dagli animali da fattoria, era di regola esposta nelle stalle a protezione del bestiame (qui una breve descrizione agiografica della vita del santo).
Domani 17 gennaio si celebra proprio S.Antonio Abate, il fondatore del monachesimo, e la sua festa a Mantova era così sentita che il santo era familiarmente chiamato “S.Antoni chisüler” (era infatti tradizione preparare in questo giorno il chisöl, una specie di schiacciata).
Forse non tutti conoscono però la storia delle due immagini di S.Antonio presenti in Duomo a Mantova: una c’è ancora, l’altra invece è finita in Francia. Eccole di seguito.

Partiamo dall’immagine che tuttora si trova in Duomo. Nella navata destra si trova la parte frontale di un sarcofago del XIV secolo dove a destra è inserita l’immagine di S.Antonio Abate con alcuni dei suoi classici attributi iconografici: il maialino (tanto che il santo da alcuni viene detto “del porcellino”) il libro, la tonaca monastica e la campanella.S.Antonio Abate
Tuttavia se pur preziosa questa immagine è forse meno rilevante per valore artistico di quella che è stata rubata da Napoleone durante l’occupazione francese di Mantova tra ‘700/’800 (finita in Francia insieme tra le altre alla Madonna della Vittoria di Andrea Mantegna).
Si tratta delle Tentazioni di S.Antonio, tela realizzata proprio per il Duomo da Paolo Veronese su commissione del cardinale Ercole Gonzaga.
quadri_VeronesePaolo_TentazionediSantAntonio1La tela faceva parte di quel ciclo di 10 opere volute dal cardinale per celebrare i santi più antichi e più legati alla storia della chiesa cattolica in funzione antiprotestante. La tela si trova oggi a Caen nel nord della Francia ed è tornata a temporaneamente in Italia due anni fa per essere esposta nella mostra sul pittore veronese alla Gran Guardia a Verona.
Un S.Antonio, quello del Veronese. più legato all’iconografia che lo vede preda delle tentazioni.

 

 

Questo è un estratto della recensione sulla mostra veronese da me pubblicata a suo tempo:

Si tratta de “La Tentazione di Sant’Antonio” che Veronese dipinge quando ha 24 anni per la cattedrale di Mantova su commissione del cardinale Ercole Gonzaga. Delle dieci tele volute dal prelato per il duomo rinnovato da Giulio Romano, otto sono ancora in loco (alcune esposte al museo diocesano), una è dispersa, la tela di Veronese è invece finita a Caen in Normandia dopo una breve sosta al Louvre. E’ un’opera che vale la pena vedere. Il pittore sceglie un’inquadratura ravvicinata con i tre personaggi che occupano quasi tutto lo spazio del quadro: un sant’Antonio che resiste alle tentazioni rappresentate da una donna vestita e pettinata alla moda del tempo con unghie adunche che ne rivelano l’essenza demoniaca e un satiro che sta per colpire il santo con uno zoccolo equino. O con le buone o con le cattive, potremmo dire.

Qui il link al post specifico con la recensione completa sulla mostra di Veronese.

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