Piazza San PietroLa toponomastica racconta meglio di tanti libri la storia dei luoghi perchè cambia in relazione ai periodi storici, ai personaggi più alla moda o alla voglia di cancellare il passato e aprire una nuova fase. E’ il caso di Piazza Sordello a Mantova che in origine si chiamava Piazza grande di San Pietro e solo nel 1867 assunse la denominazione attuale. Proviamo a fare un po’ di ordine e a spiegare il perchè del cambiamento ma soprattutto cosa c’entrano il Vescovo e Microsoft word.

Inizialmente l’attuale piazza Sordello non esisteva e c’era solo un sagrato di fronte alla Cattedrale di San Pietro (il duomo per tutti i mantovani) e un quartiere medievale con una chiesa che occupava tutta l’area di fronte all’attuale voltone di ingresso.
I Gonzaga decisero di creare la piazza (fine del XIV secolo) demolendo le case e la chiesa per creare un grande palcoscenico su cui si affacciavano i simboli del potere politico (Il Palazzo Ducale ma anche gli altri palazzi gonzagheschi che ne costituivano il contorno) e del potere religioso (la cattedrale dedicata a San Pietro). Questo intervento si inserisce nella logica che guidò la medesima azione dei papi davanti al palazzo medievale di Avignone.Piazza San Pietro - Mappa Gabriele Bertazzolo
Proprio dalla cattedrale la piazza prese il nome di Piazza Grande di San Pietro e così viene ricordata nelle varie toponomastiche e in particolare nel catasto teresiano voluto dall’imperatrice d’Austria per esigenze fiscali ma che costituisce una fonte inesauribile di informazioni per gli storici.
Quando Mantova entrò a far parte del Regno d’Italia nel 1866 (III guerra di indipendenza) allora si decise di cambiare il nome alla piazza in senso meno religioso ma soprattutto per marcare una differenza rispetto al passato e si scelse Sordello da Goito, personaggio minore, trovatore spiantato ma assurto a notorietà perchè celebrato da Dante nella sesta cantica del Purgatorio.
800px-Dante_and_Virgilio_(Trento)E qui arriviamo a Microsoft Word e al Palazzo Vescovile che è al numero 15 della Piazza. Quando si scrive al Vescovo di Mantova il correttore di word cambia automaticamente la parola Sordello (che non riconosce) in bordello e allora tutte le lettere di coloro che non amano rileggere sono indirizzate ad un Palazzo Vescovile posto in piazza Bordello che fa sorridere (e non sappiamo se il Vescovo lo faccia o meno). Quando nel 1867 i mantovani cambiarono nome alla piazza non sapevano che sarebbe arrivato Microsoft Word. Oggi l’unico modo di risolvere il problema sarebbe tornare all’antico nome o rileggere, rileggere, rileggere prima di stampare e non so quale sia la soluzione più facile.
Qui di seguito potete trovare il ritratto che Dante fa di Sordello

Canto VI Purgatorio

Ma vedi là un’anima che, posta
sola soletta, inverso noi riguarda:
quella ne ‘nsegnerà la via più tosta».                            60

Venimmo a lei: o anima lombarda,
come ti stavi altera e disdegnosa
e nel mover de li occhi onesta e tarda!                          63

Ella non ci dicea alcuna cosa,
ma lasciavane gir, solo sguardando
a guisa di leon quando si posa.                                     66

Pur Virgilio si trasse a lei, pregando
che ne mostrasse la miglior salita;
e quella non rispuose al suo dimando,                        69

ma di nostro paese e de la vita
ci ‘nchiese; e ‘l dolce duca incominciava
«Mantua…», e l’ombra, tutta in sé romita,                     72

surse ver’ lui del loco ove pria stava,
dicendo: «O Mantoano, io son Sordello
de la tua terra!»; e l’un l’altro abbracciava.                   75

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!                             78

Quell’anima gentil fu così presta,
sol per lo dolce suon de la sua terra,
di fare al cittadin suo quivi festa;                                     81

e ora in te non stanno sanza guerra
li vivi tuoi, e l’un l’altro si rode
di quei ch’un muro e una fossa serra.                          84

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