estate_teatraleA luglio riparte la stagione shakespiriana dell’Estate Teatrale Veronese (qui potete vedere il programma e trovare tutte le informazioni) un’occasione imperdibile per vivere l’esperienza del Teatro di Shakespeare in una splendida cornice. Quest’anno arriva Rosencrantz e Guildenstern di Tom Stoppard, “Un’occasione imperdibile – dice il regista dello spettacolo Muscato – per ridere di gusto di tutte le idiosincrasie e le paure del signor William Shakespeare» (qui la presentazione ufficiale).
Per chi volesse avere un’assaggio del fuoco di fila di trovate della commedia basta guardare il film a regia  dello stesso Stoppard, con due giovani Tim Roth e Gary Oldman, che vinse inaspettatamente il Leone d’Oro a Venezia nel 1990 (qui alcune informazioni sul film).

Tim Roth e Gary Oldman in una scena del film

Tim Roth e Gary Oldman in una scena del film

Torna anche la Bisbetica domata (qui le informazioni complete) e allora vorrei ricordare una versione spettacolare vista al Teatro Romano un paio di anni fa con i Propeller:ritmo, energia e rock and roll. Questa la recensione pubblicata a suo tempo mentre se volete godervi il trailer qui potete averne un anteprima.

Il nome della compagnia Propeller (elica o propulsore) è pienamente azzeccato: l’energia della loro versione della Bisbetica domata ti conquista dall’inizio, ti coinvolge anche nell’intervallo (gli attori cantano e si divertono con il pubblico) e non ti lascia più fino alla fine.
Una splendida rappresentazione della commedia di Shakespeare in lingua originale e con una compagnia di soli uomini ha conquistato la platea del Teatro Romano di Verona con alcuni minuti di applausi a scena aperta.
La versione è quella tradizionale che inizia con il sogno del calderaio Sly: la fedeltà al testo è assoluta ma poi tutto è moderno, coinvolgente, energico a partire dai costumi. Gli abiti di scena passano da quelli da cerimonia nuziale in perfetto stile “british” (all’inizio gli attori girano in platea consegnando l’invito al matrimonio) alla mise di Kate la bisbetica in anfibi e calze a rete rosse e che si presenta in scena atterrando con un pugno uno dei pretendenti della sorella.
La regia è molto efficace e le scelte azzeccate e mai banali con chitarre elettriche che non stonano e arredi essenziali ma che creano ritmo e divertimento, mossi come sono dagli stessi attori. Il primo tempo si chiude con Kate, la bisbetica interpretata da un bravissimo Dan Wheeler, trascinata fuori scena da Petruccio, il domatore.
E’ lo stesso Petruccio a chiedere al pubblico se qualcuno ha dei consigli da dargli su come si “addestri” una bisbetica. Il pubblico diventa allora parte integrante della scena, parteggia per l’uno o per l’altro, si commuove per la bisbetica (la violenza psicologica di Petruccio nei confronti di Kate è spinta all’estremo) e soprattutto ride delle battute e dei siparietti degli oltre quindici attori in scena.Propeller The Taming Of The Shrew
Una sferzata d’energia questa Bisbetica domata: forse solo un inglese può riuscire a rappresentare Shakespeare in modo così attuale ma offrendo allo stesso tempo agli spettatori quanto di più simile all’esperienza del pubblico elisabettiano si possa sperimentare oggi. Da non perdere. (vista il 26 luglio 2013)

Qui potete scaricare il pdf del programma del Teatro Romano http://portale.comune.verona.it/media//_ComVR/Cdr/Spettacoli/etv2015/allegati2015/depliant_tre_ante.pdf

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