Walter Toajari e suo padreAlle 4 e trenta del mattino a Mantova poco si muove. Alcune luci sono già accese e una di queste appartiene all’edicola di via XX settembre. Le edicole non hanno un nome come i bar ma un numero. Questo chiosco è il 201, è di fianco ad una delle poche fontanelle rimaste nel centro storico e ha il volto e il sorriso di Walter Toajari.
“Contare i giornali, dividere le copie dei quotidiani che arrivano tutte insieme, verificare che i numeri tornino con la bolla – queste le azioni che ci racconta Walter che si muove a memoria, svelto e silenzioso nella piccola edicola insieme al padre che lo aiuta – poi si parte per le prime consegne, con la città ancora addormentata”.
L’interno dell’edicola è come la cabina di una nave: tutto miniaturizzato, tutto al posto giusto e a portata di mano con la sola differenza che qui arrivano sempre prodotti nuovi e bisogna risistemare tutto ogni mattina.
La preparazione delle copie da consegnare è finita e Walter parte in sella alla moto per effettuare quasi duecento consegne in giro per la città e dintorni “Non si può più stare fermi ad aspettare i clienti – sottolinea Walter – ma occorre andarseli a cercare e riuscire a rispondere alle loro richieste e desiderata che sono tra le più diverse.”
Se il “panino”, l’abbinamento tra La Voce e La Stampa lo decide l’editore, la mazzetta dei giornali da consegnare la sceglie il lettore. “Tutti hanno la loro scelta personale, chi lo sport, chi la politica, chi Voce e Gazzetta più il quotidiano nazionale – continua a raccontarci l’edicolante che tra un giro e l’altro arriva a percorrere quasi quaranta chilometri ogni mattina e con qualsiasi tempo, neve e pioggia comprese – ogni cliente ha poi le sue peculiarità: da chi vuole il quotidiano davanti alla porta per le 6 del mattino, a chi lo pretende piegato e stirato come un abito da gran sera per il piacere di essere il primo a sfogliarlo”.
Le edicole fanno parte del paesaggio italiano e sono dei luoghi di socializzazione importantissimi. Inoltre alcune sono elementi caratteristici delle piazze dove sono inserite come ad esempio quella in stile liberty di Piazza Canossa. Anche Walter Toajari aveva in mente di rimodernare la sua edicola, ma  purtroppo si è visto bloccare due progetti di ammodernamento e allargamento del chiosco.
“Sono convinto che anche l’occhio voglia la sua parte e mi sarebbe piaciuto trasformare l’edicola, allargarla, renderla più confortevole – dichiara l’edicolante mentre, sono ormai le 8.00 e le consegne sono finite, iniziano ad arrivare i primi clienti – ma spesso le logiche delle amministrazioni pubbliche sono diverse da quelle di noi imprenditori”.
I clienti arrivano, salutano, ringraziano e vanno via con riviste e giornali che Walter ha già preparato per loro. Un po’ come quando si entra in un bar e non serve neanche ordinare per avere già pronto il caffè sul banco. Walter sottolinea come l’edicola sia frequentata soprattutto da clienti abituali con cui si scambiano alcune parole sulle notizie prima di cominciare la giornata. “Questo lavoro è fatto di attenzione e di ascolto delle persone – dice Walter Toajari che non è edicolante per tradizione ma ha rilevato l’attività nel 2000 – noi non vendiamo semplicemente giornali e riviste ma informazione e cultura. Siamo una biblioteca dell’attualità e offriamo ai lettori la possibilità di scegliere tra mille fonti di notizie e di crearsi un’opinione autonoma e libera”.
E’ un piacere stare ad ascoltare un persona che parla con passione del proprio lavoro e cerca continuamente di migliorare, facendo piccoli cambiamenti, aggiungendo servizi e soprattutto accogliendo tutti con un sorriso. L’edicola di via XX settembre è ormai conosciuta per la grande scelta di riviste straniere, dei settori più diversi, con una marcata attenzione al design, alla moda, all’architettura.  Sono infatti molti i “vip” mantovani o semplicemente i lettori più curiosi che si servono da Walter per avere uno sguardo su cosa accade nel mondo. “Nomi di clienti non ne faccio. Il mio lavoro è un po’ come quello del portiere d’albergo: sa tutto di tutti, ma non si ricorda niente di nessuno – scherza Walter mentre ci prendiamo un caffè per una breve pausa – conosco i miei clienti, i loro gusti e le loro passioni per cui spesso mi permetto di segnalare nuove uscite o riviste che potrebbero essere interessanti per loro. E’ una soddisfazione enorme quando poi tornano per acquistare i nuovi numeri e ringraziano per il suggerimento”.
Alle 13.00, dopo avere fatto i conti e aver preparato le rese, l’edicola chiude. Riaprirà il mattino dopo. Il pomeriggio le notizie sono già vecchie e i ritardatari ormai hanno televisione, radio e internet che li aggiornano sulle ultime novità.
“Ai lettori piace ancora sfogliare il quotidiano cartaceo e penso che internet farà fatica a scalzare completamente la carta dal settore delle notizie e dell’informazione – ci dice Walter Toajari mentre ci salutiamo – siamo nell’epoca della velocità ma a volte conviene prendersi un po’ di tempo per approfondire e i quotidiani e le riviste per questo sono ancora insuperabili”.
Siamo d’accordo e pertanto vi diamo un consiglio: almeno una volta alzatevi alle 4 e trenta e andate all’edicola appena apre; il piacere di sfogliare il giornale quasi ancora caldo di stampa e di sentirsi il primo a scoprire le notizie e le opinioni è impagabile. Provare per credere.

Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano La Voce di Mantova

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