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Il collegio degli Speziali a Mantova

Il rapporto tra Mantova e Shakespeare è fatto di citazioni fugaci come all’interno della Bisbetica domata o dei Due gentiluomini di Verona oppure la città diventa luogo importante come esilio di Romeo dopo l’uccisione di Tebaldo.
E’ qui che Romeo viene a rifugiarsi su indicazione di frate Lorenzo e proprio qui riceverà la terribile notizia della morte della sua Giulietta.
All’epoca non c’erano i cellulari e facebook altrimenti frate Lorenzo sarebbe riuscito ad avvertire il ragazzo che la sua amata non era morta ma dormiva. Ma si sa Shakespeare avrebbe trovato lo stesso il modo per far funzionare quel meccanismo a orologeria che vede Romeo togliersi la vita e Giulietta svegliarsi subito dopo.
E proprio a Mantova Romeo acquista il veleno dal farmacista. Lo speziale, così si chiamavano allora, sta in una generica “via di Mantova” e il ragazzo compra per sé “un grammo di veleno, ma che sia roba sbrigativa, da stender morto appena si diffonde nelle vene”.
La legge di Mantova vieta la vendita di veleno ma Romeo è un forestiero, un veronese per giunta (la rivalità tra le due città era già ben forte) e la vendita si realizza in ogni caso.
Qualcuno ha provato ad individuare la bottega dello speziale così come a Verona si indica il balcone di Giulietta. Allora per taluni quella strada di Mantova potrebbe essere la contrada del Cigno (oggi via Chiassi) dove, al numero 24, di fronte alla chiesa di San Maurizio, si nota una elegante palazzina che ospitava il Collegio degli Speziali.
Charles Dickens durante il suo soggiorno italiano verrà a Mantova da Verona per ripercorre il tragitto di Romeo e descriverà una città spenta e dimessa. Dopo le splendide parole spese su Verona, per la nostra città lo scrittore inglese usa aggettivi come arrugginita e stagnante e descrive gli affreschi di Giulio Romano come potenti incubi e allucinazioni.
Probabilmente Charles Dickens avrebbe sottoscritto in pieno le parole che pronuncia Romeo dopo essere stato esiliato da Verona:
“Non c’è mondo per me aldilà delle mura di Verona:
c’è solo purgatorio, c’è tortura, lo stesso inferno;
bandito da qui, è come fossi bandito dal mondo;
e l’esilio dal mondo vuol dir morte”.

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