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Ritratto di Vincenzo I Gonzaga

Un ritratto di Vincenzo I Gonzaga

Vincenzo Gonzaga (1587-1612) sembra quasi un personaggio da romanzo se si scorrono gli avvenimenti che ne hanno costellato la vita: l’uccisione dell’”Ammirabile” Giacomo Critonio, lo scozzese James Cricthon così apprezzato dal padre duca Guglielmo e così detestato dal giovane Vincenzo; la liberazione del poeta Torquato Tasso dall’Ospedale di S.Anna a Ferrara; due matrimoni inframmezzati da una prova di virilità; tre crociate contro i turchi; un ordine cavalleresco personale; una brama di acquisizione di opere d’arte che culminerà con l’acquisto della Morte della Vergine di Caravaggio e con Rubens pittore di corte per una decina d’anni; la ricerca di un rimedio per la perduta virilità.
Se tutte queste cose non fossero documentate si stenterebbe a crederle. Ed è per questo che molti fanno coincidere il personaggio di Vincenzo con il duca di Mantova protagonista del Rigoletto (anche se non ci stiamo come periodo storico, la vicenda del buffone infatti si svolge nella prima metà del ‘500 e quel furbone di Verdi evita di indicare nome e cognome del protagonista per evitare possibili strali dei discendenti) e la letteratura e il cinema lo hanno preso come protagonista di romanzi e film. Ne citiamo solo alcuni senza aspirare ad essere esaustivi.

Copertina del libro

Copertina del libro

Maria Bellonci – I segreti dei Gonzaga (1947) romanzo – Maria Bellonci racconta la vita del duca di Mantova con il suo stile da romanzo archivistico, parlando dei vizi e delle virtù di Vincenzo che rappresenta l’apice raggiunto dalla dinastia gonzaghesca. Consigliato a chi piace la Bellonci e il suo modo di raccontare che alterna la finzione del romanzo ai precisi riferimenti derivanti dalla ricerca di archivio.

Copertina del libro

Copertina del libro

Stefano Scansani – L’Amor morto (1991) romanzo – Il romanzo mette al centro l’episodio della ricerca del Gusano, questo mitico verme messicano che essiccato e utilizzato come afrodisiaco avrebbe dovuto ridonare al duca Vincenzo la virilità perduta. Sembra una vicenda inventata eppure è tutto vero e documentato. Si conosce anche il nome di questa specie di esploratore, lo speziale mantovano Evangelista Marcobruno, che inviato nelle Americhe nel 1609, riuscirà a tornare solo nel 1612 ma intercettato a Marsiglia da una nave pirata non potrà consegnare questo rimedio (una sorta di viagra dell’epoca) a Vincenzo Gonzaga, morto tra l’altro proprio il 18 febbraio del 1612. Una curiosità: se qualcuno volesse sperimentare gli effetti del Gusano può comprarsi una bottiglia di Mescal, di regola venduta con il suo verme, oppure andare in Messico e mangiare direttamente i guani, vermi dell’Agave, fritti e conditi con sale e peperoncino: una leccornia dice chi li ha provati.

Una_vergine_per_il_principe_1965Pasquale Festa Campanile – Una Vergine per il principe (1965) film – forse il film non è tra i più belli ma ha un cast nutrito di star e all’epoca ebbe anche un grande successo ai botteghini. La storia è quella della famosa prova di virilità a cui fu sottoposto Vincenzo Gonzaga prima di poter sposare Eleonora De’ Medici. Nel 1584 il futuro duca fu portato a Venezia e costretto a dare dimostrazione della sua capacità di procreare con una vergine fiorentina dal nome di Giulia Albizi. Anche qui una storia che sembrainventata di sana pianta e invece è vera e documentata. Nel film Vincenzo è interpretato da Vittorio Gassman, la vergine fiorentina da Virna Lisi, e Guglielmo Gonzaga da Tino Buazzelli. Una curiosità: nessuna delle scene fu girata nei luoghi reali: la Mantova di Vincenzo è in realtà Urbino (splendida per la sua incoerenza la scena con Gassman in un paesaggio collinare [mentre a Mantova la pianura è piatta come un asse da polenta] con dietro le spalle i torrioncini del Laurana), gassman_urbinola Venezia dove si svolse realmente la prova diventa nel film il Palazzo dei Farnese a Colorno girato tuttavia in realtà presso la Villa medicea di Artimino a Carmignano (Prato). Il castello del Monferrato è invece sostituito con quello di Poppi in provincia di Arezzo.
Ma si sa al cinema e a teatro della veridicità storica importa poco (leggi in proposito su questo blog l’articolo su Sparafucile o Saltabadil: note e appunti in merito a Rigoletto, Mantova e Parigi )

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