51HD3mQFxCLL’importanza di chiamarsi Ernesto è una delle più divertenti commedie di Oscar Wilde. Anche per questo penso sia stata scelta per essere rappresentata qualche tempo fa a Mantova, città dove di recente non c’è molto da ridere. L’intreccio è basato su una serie di equivoci e soprattutto sul gioco di parole del titolo. La traduzione letterale potrebbe essere “l’importanza di essere Onesto”, nel doppio senso del nome e dell’aggettivo. In altre parole i nomi non sono se non puri purissimi accidenti e le semplici etichette non bastano a dare corpo a ciò che non esiste.

Pensiamo a Mantova definita capitale europea del teatro che non ha stagione teatrale e nemmeno operistica. Si potrebbe dire che l’etichetta è sbagliata, il solito titolo vuoto e altisonante. E invece no, Mantova “è” la capitale europea o forse addirittura mondiale del teatro perché è essa stessa teatro, ne segue tutte le regole o quasi. Come ad esempio la cosiddetta sospensione dell’incredulità che fa sì che gli spettatori credano a tutto quello che gli attori dicono e vivono sul palcoscenico nonostante sia chiaro che è tutta apparenza. Non è forse definibile come pubblico perfetto chi continua a credere alle promesse di sviluppo e salvaguardia ambientale, nonostante i risultati?

E’ vero tuttavia che altre regole, come quella su cui si basa la commedia di Wilde, nella nostra città sono capovolte. Ne l’importanza di chiamarsi Ernesto si sorride anche perché il pubblico sa ciò che gli attori non sanno. Da noi è il contrario. Chi vive in città partecipa solo come spettatore alle decisioni prese da altri, senza capire nella maggior parte dei casi perché si decida in tal senso, o comprendendolo benissimo ma senza poter fare nulla. Qui gli attori sanno ciò che i cittadini non sanno e si perde così l’effetto comico, virando sul tragico.

A Mantova non serve una stagione teatrale, la nostra città merita il titolo di capitale europea del teatro fosse anche quello dell’assurdo. E a volte capita di pensare: vuoi vedere che le multe e le tasse che si pagano per vivere qui non sono altro che i biglietti per assistere allo spettacolo?

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