A caccia di statue di Virgilio con Mantova Segreta: Giacomo Cecchin faccia a faccia con “la Vecia”

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Quante sono le statue di Virgilio che troviamo a Mantova? Più di quante crediate probabilmente. Il poeta latino infatti sbuca dai giardini, si trova negli stemmi comunali della Mantova medievale (e anche in quello attuale), osserva sornione dalle piazze e si riposa in musei e teatri. Ebbene Giacomo Cecchin porta la sua Mantova Segreta a caccia delle statue dedicate a Virgilio con una assoluta sorpresa: un incontro a tu per tu con il Virgilio del Palazzo del Podestà, seduto in cattedra come un professore universitario ma che per tutti i mantovani è conosciuto come “La Vecia” (la vecchia).
Qui potete vedere la puntata dedicata alle statue virgiliane mentre a questo link trovate tutte le puntate andate in onda durante la stagione. Continua a leggere

Giulio Romano: 5 libri da leggere per prepararsi alla mostra dell’autunno

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A Mantova tutti parlano di Giulio. “Giulio chi? Chiedono gli stranieri”. Ma Giulio Romano rispondono i mantovani che dopo la febbre Mantegna del 1961 e del 2006 adesso tornano ad ammalarsi della febbre Giulio Romano dopo le mostre del 1989 e del 2001.
Come prepararsi allora alla mostra dell’anno a Mantova? Andando a Palazzo Te o a Palazzo Ducale, girando per Mantova (con puntate in cattedrale, in Sant’Andrea, alle Peschiere e alla Casa del pittore) ma soprattutto andando in biblioteca e partendo dalle opere già scritte che parlano dell’allievo di Raffaello (in attesa di leggere il nuovo catalogo). Eccovi allora 5 suggerimenti per scoprire (o riscoprire) Giulio Romano prima dell’autunno e soprattutto far bella figura con agli amici.

Giulio Romano -Frederick Hartt – New Haven – Yale University Press, 1958
E’ la prima e forse l’ultima monografia completa su Giulio Romano. Da rileggere perché spesso è proprio nei testi più datati che si trovano le informazioni più interessanti.

Giulio Romano – Milano – Electa – 1989 (MOSTRA)
E’ il catalogo della mostra del 1989, quella che ha riportato Giulio agli onori delle cronache ed è stato l’ultimo passaggio di un progetto di restauro della villa di Federico II che l’ha restituita alla sua bellezza interrompendone il degrado. Interessante il fatto che la mostra sia durata meno rispetto alle consuetudini di oggi: dal 1 settembre al 12 novembre 1989.

Roma e lo stile classico di Raffaello, 1515-1527 – Milano – Electa – 1999 (MOSTRA)
Una mostra che parlava di Raffaello e della sua bottega e che quindi faceva riferimento anche a Giulio. Una serie di disegni e incisioni straordinarie esposte all’interno delle Fruttiere di Palazzo Te e poi all’Albertina di Vienna. Uno dei miei ricordi più emozionanti visto che un mio libretto sulla mostra fu messo in vendita a Vienna, in traduzione inglese e tedesca, e non a Mantova.

L’opera di Giulio Romano, il palazzo del Te – Ernst Gombrich – Mantova – Tre Lune – 2016
Ernst Gombrich ebbe il merito di riscoprire Giulio Romano nella sua tesi di laurea, quando pochi lo consideravano e gli stessi mantovani sembravano essersene dimenticati. Un bel libro per guardare Giulio con gli occhi di uno degli storici dell’arte più innamorati di lui.

Giulio Romano Universale – Stefano L’Occaso – Mantova – Il Rio – 2019
E’ l’ultimo libro uscito sul grande Giulio Romano e propone scoperte, proposte e appunti di Stefano L’Occaso, uno storico dell’arte che ci ha abituati a testi curati e precisi ma soprattutto ricchi di elementi da cui partire per altre suggestivi filoni di ricerca o scoperte.

Vero o falso? Un libro che racconta di falsi, falsari e di chi li ha scoperti

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“Camille Corot avrebbe realizzato 3000 dipinti , dei quali 5.000 sono negli Stati Uniti”. Inizia da questa battuta e da una dichiarazione di Thomas Hoving, ex direttore del Metropolitan Museum di New York il libro di Harry Bellet dal titolo “Falsari illustri”, editore Skira.
La dichiarazione è questa “Nei miei quindici anni al Metropolitan Museum of Art, avrò esaminato 50.000 opere d’arte di tutti i generi: un buon 40% erano falsi o così malamente restaurati o mal attribuiti da dover essere considerati alla stregua di falsi” Thomas Hoving.
E allora? Se la situazione è questa come ci dobbiamo comportare quando andiamo in un museo o acquistiamo un’opera d’arte? Dobbiamo stare attenti come diceva l’antica regola del diritto romano Caveat emptor (faccia attenzione il compratore).
Il libro di Harry Bellet è davvero divertente perché racconta storie di falsari e di falsi, di chi li ha scoperti o si è fatto ingannare (così come è accaduto a lui stesso).
Viene citata anche una storia che fa riferimento a Mantova e a Federico II Gonzaga.
“Jean- Jacques Breton racconta, citando Giorgio Vasari, la storia del ritratto di papa Leone X dipinto da Raffaello conservato a Firenze a Palazzo de’ Medici. Lì fu visto dal marchese di Mantova, Federico II Gonzaga, che lo ammirò e lo chiese in dono al nuovo papa, Clemente VII. Quest’ultimo accettò e ordinò a Ottaviano de’ Medici di fargli inviare il dipinto. Ottaviano chiese immediatamente ad Andrea del Sarto di farne una copia, e fu questa ad essere inviata a Mantova. Oggi è conservata al Museo di Capodimonte di Napoli, ma i napoletani insistono nel dire che si tratta dell’originale” (pag. 29).
Molto interessante anche la parte in cui si parla di Vermeer e del suo falsario Han Van Megeeren che riuscì a ingannare perfino Hermann Goring. Fa pensare anche il fatto che i falsari dipingano opere di artisti minori o di grandi maestri quando questi diventano di moda come nel caso di Vermeer che, per un certo periodo, era così poco considerato che le sue opere venivano vendute a maggior prezzo attribuendole ad altri pittori (pag. 43). Un altro dettaglio meraviglia in tutte queste storie: di regola i falsari non finiscono così male (tranne rari casi) ma soprattutto dopo essere stati scoperti e aver fatto un po’ di prigione diventano famosi e possono finalmente firmare le opere con il loro vero nome (altro discorso è invece quello della falsificazione del denaro*).
In ultimo poi Harry Bellet presenta un decalogo per l’apprendista falsario che può essere letto anche come una check list per chi i falsari li deve scoprire:
1) Scegliere il pittore da copiare: i minori sono meglio
2) Se si copia un maestro partire da una delle sue opere scomparse
3) Non attribuire mai un dipinto
4) Rivolgersi al buon Dio e non ai santi (ovvero scegliere i mercati più importanti)
5) Avere cura della provenienza (i documenti sono tutto)
6) Dimostrare un minimo di inventiva
7) Mai farsi avanti per provare a vendere un dipinto
8) Non permettere mai a  nessuno di entrare nel vostro atelier
9) Mai parlare con un giornalista
10) Segnalare i redditi illegali (molti falsari sono stati presi per violazioni fiscali e non per aver falsificato delle opere)

Un libro che spiega in modo coinvolgente a cosa servono gli storici dell’arte, che i mercanti fanno il loro mestiere, a volte, in modo spregiudicato e che alla fine è sempre colpa del compratore. Ecco cosa diceva il pittore tedesco Max Liebermannn (1847-1935): “Gli storici dell’arte non sono poi così inutili. Se non esistessero, chi sarebbe in grado di spiegare, una volta che siamo morti, che i brutti quadri che ci sono stati attribuiti sono falsi?”.

Per approfondire su questo tema:
Avventure di un occhio: un libro che racconta le attribuzioni in storia dell’arte

Il Duomo è un palinsesto. Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta alla scoperta della chiesa più importante della città

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Per i mantovani la cattedrale più amata è la basilica di Sant’Andrea eppure il Duomo offre storie, personaggi e curiosità assolutamente da non perdere. Per questo abbiamo dedicato una puntata alla cattedrale di San Pietro che è un vero e proprio palinsesto ovvero una torta Elvezia, fatta di diversi strati. Il Duomo infatti ha un campanile romanico, un fianco gotico, un interno manierista e una facciata tardo barocca.
Qui potete vedere la puntata dedicata alla cattedrale mentre a questo link trovate tutte le puntate andate in onda durante la stagione. Continua a leggere

I Medici secondo Marcello Simonetta: molto meglio della TV

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Alzi la mano chi non ha guardato almeno una scena della serie TV I Medici? Io l’ho fatto anche solo per vedere le location (molte delle scene sono state girate infatti a Mantova e Sabbioneta) e per capire come si poteva raccontare la storia di una grande famiglia italiana del Rinascimento.
Ebbene mi è sembrato tutto un po’ posticcio, raffazzonato, con la voglia di spingere su due delle cose che attirano di più: il sesso e il sangue.
Oggi allora vi suggerisco una trilogia di libri dello storico Marcello Simonetta** da leggere per scoprire chi erano davvero i Medici e soprattutto che non c’era bisogno di inventare nulla, anzi. La storia di questa famiglia infatti presenta tutto il meglio e tutto il peggio del Rinascimento italiano*, con sangue, sesso, congiure, colpi di scena, personaggi minori che diventano principali e un linguaggio tra i più crudi che si possa immaginare. Il tutto, udite udite, senza inventare nulla ma utilizzando solo i documenti e raccontando la storia non solo con gli occhi dei protagonisti, ma anche con quelli dei segretari*** come ad esempio Niccolò Machiavelli.
I tre volumi raccontano la storia dei Medici sullo sfondo della grande storia partendo dalla Congiura dei Pazzi per arrivare a Caterina de’ Medici, l’erede di Lorenzo il Magnifico che diventerà, per caso, regina di Francia e di Cosimo de’ Medici, il figlio di Giovanni dalle Bande Nere, che diventerà Granduca di Toscana pur essendo di un ramo cadetto.
Ecco i tre titoli:
copertina_enigma MontefeltroL’Enigma Montefeltro – un libro splendido tra messaggi criptati, papi che progettano congiure (Sisto IV), un Lorenzo che non è ancora il Magnifico e la decorazione della Cappella Sistina che, pensate un po’, è collegata alla Congiura dei Pazzi. Nel libro tutti giocano un ruolo all’interno della Congiura anche solo di sponda e riscopriamo personaggi come Federico da Montefeltro, Ludovico II Gonzaga e Cicco Simonetta, diplomatico e segretario del duca di Milano ma soprattutto antenato di Marcello Simonetta.
Per approfondire sull’Enigma Montefeltro dal sito Letture.org

Volpi e Leoni
– il libro racconta della storia dei copertina_volpi_e_leoniMedici dalla morte di Lorenzo nel 1492 fino alla morte di Machiavelli nel 1527, affrontando nel dettaglio i due papi della famiglia fiorentina (Leone X e Clemente VII). Leone X è il figlio di Lorenzo il Magnifico e Clemente VII il figlio naturale di Giuliano, ucciso durante la congiura dei Pazzi. Il succo della storia è che tutti interpretano almeno due parti nella vita ma, se sei un membro della famiglia Medici, ne interpreti almeno 4 o 5.
Per approfondire su Volpi e Leoni dal sito Letture.org

copertina_caterina_de_mediciCaterina de’ Medici: despota o eroina –
è l’ultimo libro che affronta una faida famigliare sullo sfondo di un incrocio familiare che cambia la storia di Firenze. Caterina de’ Medici è la figlia di un discendente del Magnifico che la lascia orfana a pochi giorni dalla nascita. Ebbene Caterina diventerà una pedina nelle mani dei papi Medici e finirà per diventare Regina di Francia, sempre con la non malcelata aspirazione di far tornare la linea principale a governare su Firenze. Cosimo, figlio di Giovanni dalle Bande Nere membro di un ramo collaterale della famiglia fiorentina, riuscirà a diventare Granduca di Toscana e avrà sempre una rivalità assoluta nei confronti della cugina. Tra questi due poli emerge una famiglia di personaggi incredibili: i quattro fratelli Strozzi che sono la vera scoperta (almeno per me) del libro.
Per approfondire su Caterina de’ Medici dal sito Rizzoli.it

* Anche i Gonzaga naturalmente sono esemplari nel Rinascimento per come riescono a tenere il sedere su due selle. Particolarmente interessante il momento in cui affrontano il Sacco di Roma con elementi in entrambi i campi, quello papale e quello imperiale e addirittura qualcuno che fa anche il triplo gioco. Ne riparleremo su questo blog.

** Ho incontro Marcello Simonetta in occasione della seconda edizione di Storie di Sera a Porto Mantovano e ne sono rimasto conquistato per la passione e l’ironia con cui racconta le storie che riesce a scovare nei documenti d’archivio (ne potete leggere qui).

*** Oggi che nessuno vuole farsi chiamare segretario/a (e si diventa tutti assistenti a qualcosa) è ancora più divertente leggere il libro di Marcello Simonetta Il Mondo del segretario da Petrarca a Machiavelli, 2004, Angeli editore, che parla di quando il segretario era l’addetto alle secrete cose.

Fatevi prendere per il naso: 5 vie a Mantova dove i profumi sono protagonisti

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Oggi gli odori delle città sono meno forti che in passato (e meno male potremmo dire visto che non esistevano fognature e ognuno faceva da sè) ma esistono ancora. Basta infatti camminare per le vie di Mantova per accorgersi che, soprattutto a primavera e all’inizio dell’estate, le vie hanno un loro profumo e odore. E’ una visita “olfattiva” e un modo per tornare al passato: quando le città si riconoscevano dagli odori delle loro attività, dai profumi dei loro alberi o frutti e dalle esalazioni dei rifiuti gettati e lasciati nelle vie. Ecco allora una personale scelta di 5 vie dove la città ti prende per il naso. Continua a leggere

Il Palio di Siena si corre oggi ma c’era prima Ferrara o Verona e anche Mantova

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E’ vero che questo blog è legato a Mantova e alla sua storia ma alle passioni non si comanda e oggi si corre il Palio, a Siena, un’emozione unica per chi l’ha vissuta dal vivo almeno una volta (ne potete leggere qui). Eppure quello di Siena non è il più antico.
Basti pensare a cosa scrive Dante Alighieri nella Divina Commedia:
«Poi si rivolse, e parve di coloro
che corrono a Verona il drappo verde
per la campagna; e parve di costoro
quelli che vince, non colui che perde.»
(Inferno. Canto XV, vv. 121-124)
Dante passa per Verona e parla di questo palio che però non si corre più.
E poi c’è Ferrara che sul sito dichiara di essere il palio più antico del mondo (https://www.paliodiferrara.it) dove si corre a piedi (sia le putte che i putti), a cavallo e anche con le asine sul circuito di piazza Ariostea.
E Mantova? Anche qui sicuramente si correva ma all’epoca dei Gonzaga la città era una sorta di “motor valley”, quando i motor non c’erano ed erano i cavalli ad essere le “Formula 1” dell’epoca. Basta andare a Palazzo Te nella Sala dei Cavalli o anche a Palazzo d’Arco per rendersi conto di questo amore viscerale tra i mantovani e i destrieri.
Se Giulio Romano dipinge i cavalli preferiti del marchese Federico II, nella biblioteca dei Conti d’Arco troviamo un trattato sulle malattie degli equini, un vero manuale di veterinaria del quattrocento.

**ULTIMA ORA – Il palio di Provenzano del 2 luglio 2019 è stato vinto dalla contrada della Giraffa. Qui potete vedere la carriera dal sito de La Nazione.

Per approfondire
I cavalli mantovani correvano al Palio: da Palazzo Te a Siena per il palio della Madonna di Provenzano
Mantova e Siena: due città, una storia parallela

Un safari a Palazzo Te con Giacomo Cecchin: Mantova Segreta racconta gli animali di Giulio Romano

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Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta a fare un safari dentro le sale di Palazzo Te. E’ un modo diverso di vedere la villa di Giulio Romano e di scoprire storie inedite e divertenti sugli animali che sbucano dalle pareti, fanno capolino dai camini e non ti lasciano un attimo da solo. E’ una sorta di “Animali fantastici e dove trovarli” che piacerebbe ad Harry Potter. Qui potete vedere l’intera puntata mentre a questo link trovate la pagina di Telemantova dedicata alla trasmissione.
Eccovi l’incipit della puntata e di seguito un elenco dei vari episodi di Mantova Segreta già pubblicati sul blog. Continua a leggere

Mantova e Sabbioneta: Giacomo Cecchin in Sei in un Paese Meraviglioso su Sky Arte HD

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Finalmente si può vedere in chiaro la puntata dedicata a Mantova e Sabbioneta della trasmissione “Sei in un Paese meraviglioso”. Ho avuto il grande piacere di girarla all’inizio di maggio 2018 (la prima messa in onda è stata lunedì 25 giugno 2018 alle 21.15) ed è stata davvero una bella esperienza.
Qui potete vedere tutta la puntata e di seguito trovate i post già pubblicati sul blog relativi alla mia partecipazione.
Mantovastoria e Giacomo Cecchin arrivano su Sky Arte: Sei in un Paese meraviglioso a Mantova
Il Palazzo ducale di Mantova: più di 500 stanze ma una sola Camera (picta)
Un luogo dove andare per ispasso: Palazzo Te e l’ombelico del mondo
L’archistar e il tagliapietre: Leon Battista Alberti e Luca Fancelli tra Sant’Andrea e San Sebastiano
A Sabbioneta, tante comparse e un solo protagonista: Vespasiano Gonzaga

Giacomo Cecchin

 

5 anni da ricordare a Mantova: torna MCG con Giacomo Cecchin e la rubrica Mantovagando

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Cosa ne dite di fare un gioco sulla storia di Mantova? Se aveste una macchina del tempo dove vi piacerebbe andare? Eccovi la mia personale scelta sugli anni e gli avvenimenti da non perdere nella storia di Mantova. E’ il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (qui potete sfogliare tutto il numero).
Qui trovate le uscite precedenti:

12. Un safari a Palazzo Te – MCG di aprile-maggio 2019
11. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
10. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
9. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
8. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
7. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
5. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
4. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
3. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
2. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
1. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017

Ecco qui anche i testi e le foto.
5 anni da ricordare a Mantova
A volte ci piacerebbe viaggiare nel tempo per provare a vivere un’esperienza nel Medioevo, nel Rinascimento o nel Risorgimento. E se poteste esprimere un desiderio con riferimento a Mantova? Ci sono eventi che cambiano la storia in modo positivo o negativo. Quali sarebbero i momenti storici in cui sarebbe stato bello essere a Mantova per partecipare all’euforia dei cittadini per un avvenimento importante? Eccovi una scelta di anni fondamentali per la storia della nostra città assolutamente da non perdere. Oggi è un semplice gioco ma se inventassero la macchina del tempo…E voi?Quali scegliereste?
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