Parlar di donne a Mantova: una cena a Corte Mainolda con Giacomo Cecchin – giovedì 8 marzo ore 20.00

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Mantovastoria torna a Corte Mainolda insieme a Cantina Ricchi con una serata dedicata all’altra parte del cielo che inizia dalle mogli e amanti dei Gonzaga e continua con altri racconti legati alle eroine che hanno caratterizzato la storia di Mantova. Il tutto condito da un menù al femminile nella splendida cornice di Corte Mainolda per festeggiare in modo divertente e stimolante la giornata dedicata alla donna.
Giacomo Cecchin racconterà di Manto e Matilde, di Agnese e delle due Isabella senza dimenticar Lucrezia e tante altre ancora…
Prima della serata sarà lanciato un hashtag da utilizzare su Instagram nel corso della serata per un contest dedicato al post migliore sull’iniziativa. Il vincitore riceverà un premio a sorpresa.
E’ una serata per persone curiose e amanti del bello. E per scoprire il Menù e gli abbinamenti con i vini, pensati appositamente per l’occasione leggete oltre. Per chi invece volesse ricordare la serata dell’anno scorso può cliccare su questo link.
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5 curiosità su Palazzo Te tra cavalli, grotte e giardini segreti

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Palazzo Te ha da sempre un grande fascino nei confronti dei mantovani e dei turisti. Circondato dagli alberi dei giardini appare quasi per magia un po’ come doveva avvenire per chi ci si avvicinava in passato, uscendo dalle mura di Mantova e attraversando il ponte che collegava l’isola del Te alla città. Palazzo Te è la villa dedicata agli ozi (“honesto ocio” si legge nell’iscrizione della Camera di Amore e Psiche) di Federico II Gonzaga, costruita in soli 10 anni da Giulio Romano e dalla sua bottega e ancora splendidamente conservata, con un ciclo di affreschi unico al mondo. Ma qual è il modo migliore per avvicinarsi alla storia di Palazzo Te? Provare a partire da 5 curiosità tra cavalli, grotte e giardini segreti. Continua a leggere

Mantova: il profilo di una città unica al mondo

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Un’immagine del profilo di Mantova realizzata da Giovanna Caleffi. Ebbene sì! E’ forse l’immagine più scontata della città eppure è ancora quella che emoziona di più i mantovani e i turisti che arrivano dal ponte di San Giorgio.
Anche perché si tratta di un profilo pressoché immutato almeno da metà settecento, quando fu costruita la cupola della Basilica di S.Andrea.
L’acqua immobile, su cui la canoa scivola leggera, rispecchia la skyline di Mantova creando un’immagine che ricorda quella di un’onda sonora, del ritmo di un elettrocardiogramma che trova i suoi picchi nelle torri e nei campanili.
Proprio dall’acqua e dalle torri nasce la definizione di “Manhattan padana” ad opera di Philippe Daverio. Mantova era un’isola su circondata dal Mincio che allargandosi forma i laghi, e coronata di torri (veri e propri grattacieli) che dimostravano la ricchezza delle famiglie cittadine ed erano un segnale di sfida e di potenza.
Dal ponte di San Giorgio (sulla destra) si arriva al profilo del castello (liberato dalla presenza della Palazzina della Paleologa) e al campanile di Santa Barbara (simbolo del superamento del terremoto del 2012 con la sua rinnovata lanterna) che copre in parte il massiccio campanile del Duomo. Si prosegue poi con il cupolone di Sant’Andrea, la torre della gabbia, quella degli Zuccaro e quella dei Gambulini.
Sedersi sul pontile del campo canoa di Sparafucile regala una sensazione unica al mondo e consente di leggere la storia di Mantova nel suo profilo, esperienza che in Italia regala solo Venezia (oppure Lucca, anche se le mura in questo caso uniformano il tutto).

Le immagini di questo articolo sono di:
1. Foto di Giovanna Caleffi
2. Olio su tela di Giancarlo Businelli
3. Particolare di un quadro di Francesco Borgani

Il testo è di Giacomo Cecchin17

Il Forte di Pietole: un salto indietro nel tempo a due passi da Mantova

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Mantova non è solo Palazzo Ducale e Palazzo Te: lo diciamo da tempo. Il centro storico è una continua scoperta e anche la provincia offre capolavori come Sabbioneta, San Benedetto in Polirone o i luoghi delle battaglie risorgimentali.
Oggi però vogliamo parlare del luogo, che a nostro parere, ha il più alto potenziale turistico del nostro territorio.
Si tratta del Forte di Pietole: 33 ettari di fortificazione a due passi dalla città.
Iniziato da Napoleone, terminato dagli Austriaci e poi preso in carico dagli italiani nel 1866. Oggi il Forte è diventato una jungla ma le strutture sono rimaste e il percorso all’interno del perimetro fortificato è un’esperienza da non perdere.
Ma anche senza entrare ci si può rendere conto dell’importanza del sito.
Basta fare due cose:
La prima è guardare su Google Maps e vedere che, nonostante la vegetazione, il sito del Forte è assolutamente individuabile con la sua struttura a stella nei tre bastioni principali e la zona di rispetto della fortificazione che dove non potevano essere piantati alberi.
La seconda è percorrere la strada del Forte che parte da Bosco Virgiliano, sfiora il Campo Scuola e poi arriva su un percorso sopraelevato all’ingresso della fortificazione. Qui si arriva al cancello e ad una casamatta rimasta fuori dal percorso chiuso oltre al punto cruciale del sistema difensivo: la diga che chiudeva l’invaso del Paiolo per creare la Grande Inondation. L’esperienza da non perdere è però di proseguire sulla ciclabile che si sviluppa tra lago e Forte. Qui sembra di entrare in un altro tempo, in uno di quei film d’avventura dove le rovine di città precolombiane emergono dalla jungla.
Nel percorso infatti si fiancheggiano bastioni che emergono dalle acque, coronati da una vegetazione lussureggiante e punteggiate da feritoie per la fucileria e da postazioni per i cannoni. Si arriva poi al ponticello di legno dove si intravede l’uscita del canale del Paiolo che, scavato nel novecento, ha sconvolto l’architettura del forte senza tuttavia togliergli questa aura di incredibile reperto di un altro tempo.
Per chi volesse fare un viaggio nel tempo a Mantova, basta andare al Forte di Pietole.

La foto del Forte è di Giovanna Caleffi
Testo di Giacomo Cecchin

Rigoletto secondo Corraini: un bel libro davvero!

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In un mondo di ebook quando ti capita in mano un libro fatto con cura è un’esplosione di piacere che parte dalla vista, passa per il tatto e poi arriva alla lettura con immagini evocative e una pulizia del testo assolutamente da non perdere.
Parlo di Rigoletto edito da Corraini editore e che vede come protagonista l’opera di Giuseppe Verdi con libretto di Francesco Maria Piave, un’introduzione di Luca Scarlini e le illustrazioni di Federico Maggioni.
Il libro (in edizione bilingue italiano/inglese) è diviso in tre parti: un’introduzione di Luca Scarlini che racconta di come una storia di Victor Hugo, ambientata a Parigi all’epoca del re Francesco I, sia diventata l’emblema di Mantova grazie alla censura austriaca. Continua a leggere

5 Gonzaga da non dimenticare su MCG: sabato in edicola la nuova pagina Mantovagando

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Da sabato trovate in edicola l’ultimo numero di MantovaChiamaGarda (qui lo potete sfogliare tutto) dove potete leggere la pagina Mantovagando.
In questo primo numero del 2018 racconto 5 uomini della famiglia Gonzaga: quelli che per me sono vere e proprie guest star della famiglia.
5 Gonzaga da non perdere!
Eccovi la pagina qui a fianco e il link dove invece potete leggere gli articoli in formato testo.

Per riconoscere il Magazine in edicola ecco la copertina.

Storie d’amore e di viaggio: un percorso tra Gonzaga, Rigoletto e Romeo e Giulietta

Domenica 4 febbraio ore 10.00 sul Lungo Rio a Mantova
Il percorso parte dal Lungo Rio per arrivare fino al Duomo, alla casa di Rigoletto e terminare in Palazzo ducale nell’appartamento di Federico II Gonzaga. La passeggiata ci consentirà di ripercorrere le storie d’amore intrecciate alle vicende di Mantova, dei Gonzaga e dei viaggiatori che sono passati di qui. Da Dickens che arriva da Verona sulle tracce di Romeo, a Petrarca innamorato di Virgilio per arrivare a Verdi e Rigoletto e alle donne dei Gonzaga e rispondere alla domanda: ma chi è davvero il duca di Rigoletto.
Per iscriversi è sufficiente compilare il form on-line a questo link.

La città ideale? a misura di cittadino – conversazione sabato 20 gennaio ore 15.00

Il dibattito sulla città ideale nasce durante il Rinascimento italiano ed è una riflessione che vede impegnati architetti come Leon Battista Alberti, artisti come Mantegna o personaggi come il papa Pio II Piccolomini.
Ma la città ideale è davvero un posto in cui sarebbe bello vivere?
Sabato 20 gennaio alle 15.00 presso la sede della Società per il Palazzo Ducale in piazza Sordello Giacomo Cecchin racconterà vita, morte e miracoli del sogno di costruire il paradiso in terra partendo da esempi come Pienza, Palmanova o Sabbioneta per arrivare ai monasteri e alle città della modernità.

La poesia del ponte di barche

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Un ponte di barche è leggero sul fiume,
si alza e si abbassa come un respiro
e tu passi lì sopra con eleganza,
sembra una danza,
tu che scendi e poi sali,
tu che da sponda a sponda osservi
l’onda che arriva e sciaborda…
ascolti allora il respiro del fiume.

Riflessioni in forma di poesia su un ponte di barche che ha sempre avuto per me un’aura particolare. Il retaggio di un modo di attraversare i fiumi rispettoso del momento e della stagione.
Qui alcune informazioni storiche dal sito della Provincia di Mantova.

Una curiosità: il ponte appare come anacronismo storico nel film il Mestiere delle Armi di Ermanno Olmi, quando l’esercito dei Lanzichenecchi attraversa il fiume.

S.Antonio abate: protettore degli animali e guaritore! Perchè…

Sant’Antonio abate è un santo molto importante nella nostra pianura contadina tanto che ancora oggi ci tengono le celebrazioni in chiesa alla presenza degli agricoltori, si benedicono le stalle dove spesso viene appesa un’immagine di Antonio con saio, bastone e campanella circondato dagli animali domestici.
Un proverbio molto noto a Mantova dice:
“Sant’Antoni gugioler 
che al derset al vin de zner”
Ma perché Antonio abate, un eremita di origine egiziana, diventa protettore degli animali. Da dove viene il bastone a forma di TAU? Continua a leggere