Parlare chiarozzo, chiarozzo: 5 storie su San Bernardino da Siena a Mantova

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Oggi è la festa di San Bernardino da Siena, il santo patrono dei giornalisti tra gli altri, ma soprattutto un personaggio fondamentale nella storia dei predicatori francescani. Le prediche di Bernardino duravano circa 8 ore eppure erano tra gli eventi più apprezzati dai cittadini visto che il santo era un esperto dell’omiletica ovvero dell’arte della predicazione. Bernardino sapeva divertire, spaventare, confortare, emozionare, insegnare: tutti elementi che anche oggi dovremmo ritrovare tra chi ha il ruolo di tenere discorsi in pubblico. Il santo diceva spesso che occorreva parlare chiarozzo, chiarozzo. Eccovi allora 5 storie su San Bernardino a Mantova (il santo venne nel 1418 e nel 1420) e una curiosità sulla forma dell’aureola. Continua a leggere

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Domenico Quirico parla di generali a Villa Di Bagno: mercoledì 23 maggio alle 21.00

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Torniamo a Villa Di Bagno con altre storie da raccontare e con il giornalista Domenico Quirico che racconterà dei generali che fecero (pochi) e disfecero (molti) l’Italia.
Vi aspettiamo mercoledì 23 maggio alle 21.00 a Porto Mantovano a Villa Di Bagno.
Ecco alcuni spunti per approfondire:
1. Domenico Quirico su Wikipedia
2. I Generali: il libro

Quando il Mincio mormorava: una splendida serata risorgimentale

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Per chi non ha potuto partecipare alla serata di Villa Di Bagno per ascoltare il Mincio mormorare ecco una selezione di immagini.
Quello che non si può vedere è il temporale “austriaco” che ci ha quasi costretto ad annullare la serata; l’emozione e la passione del pubblico; le voci fuori campo registrate magistralmente da Alessio Caramaschi (che ringrazio dal profondo del cuore); l’interpretazione di Paola Mor della moglie di Giuseppe Govone e molto altro ancora.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla serata, che hanno contribuito alla sua realizzazione e in particolare il Comune di Porto Mantovano, la Cooperativa Librai Mantovani e Villa Di Bagno oltre, come sempre, alla mia splendida famiglia.

Alessandro Barbero parla di Caporetto: mercoledì 16 maggio ore 21.00 a Villa Di Bagno

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Alessandro Barbero parlerà di Caporetto, titolo del suo ultimo libro pubblicato da Laterza, mercoledì 16 maggio alle 21.00 presso Villa Di Bagno a Porto Mantovano (ingresso da Via Bachelet).
Sono davvero onorato di poterlo intervistare nell’ambito della rassegna Storie di Sera, organizzata dal Comune di Porto Mantovano grazie alla Cooperativa Librai Mantovani e alla disponibilità di Villa Di Bagno.
Per approfondire in vista della serata ecco alcuni link:
1. un profilo di Alessandro Barbero
2. Il libro Caporetto dal sito Laterza

Storie di sera a Porto: Maria Attanasio e l’unica donna della spedizione dei mille

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Dopo la bella serata dedicata al Risorgimento (qui trovate la pagina dedicata a Quando il Mincio mormorava) si torna a Villa Di Bagno a Porto Mantovano per parlare di storia in collaborazione con il Comune di Porto Mantovano e la Cooperativa Librai Mantovani.
L’ospite sarà la scrittrice Maria Attanasio che in anteprima nazionale presenterà il suo ultimo libro LA RAGAZZA DI MARSIGLIA (SELLERIO) che racconta della incredibile storia di Rosalia Montmasson, unica donna a partecipare alla spedizione dei Mille.
Vi aspettiamo mercoledì 9 maggio alle 21.00 a Villa Di Bagno di Porto Mantovano. Continua a leggere

Mi prende d’amore una forma: giovedì 3 maggio ore 21.00 a Castel D’Ario

Una presentazione della seconda raccolta di poesie di Nadia Alberici.
Vi aspettiamo alla Biblioteca Comunale di Castel D’Ario giovedì 3 maggio alle ore 21.00. Ci sarà l’autrice, io e l’attrice Elena Benazzi che leggerà alcune poesie.
Per approfondire questo è il blog di Nadia Alberici
Su questo blog si parla di poesia:
La forza della poesia e l’arte contemporanea: una suggestione e 10 luoghi comuni
La poesia del ponte di barche

 

Honesto ocio: la lezione di Palazzo Te per la festa del 1° maggio

Gli antichi insegnano e per festeggiare egregiamente la festa del 1° maggio basterebbe andare a pranzo a Palazzo Te, nella camera di Amore e Psiche, dove mangiarono il marchese Federico II Gonzaga e l’imperatore Carlo V nel 1530.
Nella scritta dedicatoria che gira intorno alla sala sta scritto (in una sintesi che andrebbe bene per le informazioni essenziali su linkedin)
Federicus Gonzaga II Mar. V.S.R.E. et Reip. Flor. capitaneus generalis Honesto ocio post labores ad reparandam virt quieti construi mandavit
che tradotto significa
Federico II Gonzaga, quinto marchese, Capitano Generale della Santa Romana Chiesa e della Repubblica Fiorentina, per il suo onesto ozio dopo le fatiche, fece costruire allo scopo di ristorare le energie per la vita di pace.
C’è tutto ma quello che ci interessa nella Festa del lavoro è quel HONESTO OCIO.
Si tratta di un ozio diverso da quello che siamo abituati a considerare come il “padre dei vizi”.
E’ un ozio creativo dove ognuno mette a frutto le proprie passioni e riflette, pensa e riposa per “ricaricare le batterie” (in latino “ad reparandam virtutem). E’ quell’ozio che a Ferrara si esercitava nella palazzina di Schifanoia, ovvero per schifare o schivare la noia.
Un augurio quindi a tutti perché possano dedicare il 1° maggio a quello che gli sta più a cuore in un “honesto ocio” che consenta di ricaricare le batterie ma soprattutto di schivare la noia.
Buon 1° maggio.1

A zonzo per Mantova: esercizi di girovagare urbano

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Corso Umberto a Mantova“Star seduti il meno possibile; non fidarsi dei pensieri che non sono nati all’aria aperta e in movimento – che non sono una festa anche per i muscoli. Tutti i pregiudizi vengono dagli intestini. Il sedere di pietra è il vero peccato contro lo spirito santo”.

Mantova è una città che offre moltissime opportunità per quello che i francesi definiscono “flâner”, ovvero passeggiare senza una meta. Andare a zonzo è molto interessante quando sei in un luogo diverso da quelli abituali, ma diventa molto stimolante se lo si fa dove si abita.
Per questo è divertentissimo e soprattutto fonte di molti stimoli camminare per Mantova senza una meta. Non è una cosa facile, occorre allenarsi ma una volta che si sia riusciti a diventare un turista nella propria città ci si meraviglierà praticamente ad ogni angolo.
Ecco allora 5 esercizi da fare e un percorso dove allenarsi.
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Santa Caterina da Siena e la beata Osanna: tra Siena e Mantova due vite a confronto

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Oggi 29 aprile è la festa di Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e dottore della chiesa. Una santa tra le più amate e che con Mantova ha più di un legame. In particolare ricordiamo la beata Osanna Andreasi che visse una vita modellata su quella della santa senese, con moltissime analogie.
Ecco alcuni appunti sparsi su Caterina e Osanna (con un riferimento a San Luigi Gonzaga).

Santa Caterina da Siena (1347-1380)
Santa e mistica domenicana, Caterina nasce a Siena nel 1347 penultima di venticinque figli del tintore Jacopo Benincasa e di Lapa Piagenti. La fanciulla, bella e pia, sin dall’infanzia ha visioni mistiche e si oppone ai tentativi della madre di accasarla rinchiudendosi in una stanza di casa dicendo “Io non vi chieggio nulla di veruna spesa, altro che pane ed acqua, lasciatemi stare a vivere di mio senno”.
A soli 16 anni entra a far parte di un gruppo laico femminile collegato all’ordine domenicano detto delle mantellate. Da questo momento Caterina può dedicarsi alla meditazione, alla cura dei poveri e dei malati e ad altre attività sociali oltrechè al suo forte impegno politico. A Firenze in Santa Maria Novella predica la crociata con fra’ Raimondo da Capua, ad Avignone perora la causa della pace tra la Repubblica di Firenze e il pontefice, a Siena mette fine alle controversie tra i Salimbeni e la città. Caterina riceve le stimmate e vive l’esperienza delle nozze mistiche con il Cristo. Muore a Roma il 29 aprile del 1380, ad appena 33 anni, dopo aver convinto con le sue lettere perorazioni e viaggi  Papa Gregorio XI a porre fine alla “cattività avignonese” tornando a Roma.
Caterina, pur essendo analfabeta, lascia circa 381 lettere indirizzate a monarchi, pontefici ed autorità politiche oltre al dialogo della divina provvidenza. Caterina è canonizzata nel 1461 da Pio II Piccolomini e dichiarata compatrona d’Italia nel 1939 da Papa Pacelli, Pio XII. Nel 1970 è insignita del titolo di doctor ecclesiae da Paolo VI (unica donna insieme a Santa Teresa d’Avila).
Caterina è stata modello da seguire per la beata Osanna Andreasi (1449-1505), mistica mantovana e laica domenicana che muore a Mantova il 18 giugno 1505. Osanna, ora sepolta in cattedrale e rappresentata in una delle statue del coronamento del duomo, è stata beatificata da Leone X nel 1515 anche grazie all’impegno di Isabella d’Este. Nella sua vita molto fa rivivere la figura della mistica senese: l’ascetismo precoce, l’intervento attivo nella vita della città come consigliera politica (di Isabella e del marito Francesco II), l’impegno nell’attività caritativa, lo stato di religiosa domenicana pur vivendo nel secolo, le numerose lettere rimasteci.
Anche San Luigi Gonzaga (9 marzo 1568 – 21 giugno 1591) è stato grande devoto di Santa Caterina da Siena. Il principe e futuro santo serve messa all’interno dell’oratorio ricavato a fianco della cella della santa. Luigi sosta a Siena nel 1590 durante il viaggio verso Roma e, come scrive Roberto Brunelli nella sua biografia del Santo, “richiesto, parlò ad un gruppo di giovani con un fervore che li impressionò”. Una lapide posta di fronte all’ingresso dell’oratorio rende memoria del fatto: “A ricordare la devozione di S. Luigi Gonzaga che nell’anno 1590 volle rendere pubblico onore alla SANTA senese servendo egli principe la messa e comunicandosi nella cameretta di LEI – La confraternita pose questa pietra il 29 aprile 1927.

Qui alcuni spunti per chi volesse approfondire i legami tra Mantova e Siena.

Questo il sito della Casa della Beata Osanna Andreasi www.casandreasi.it e qui trovate informazioni sulla Basilica Cateriniana di Siena

Per i Mantovani tra S.Andrea e Duomo: 1 a 0 in attesa del ritorno

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Olio su Tela di Giancarlo Businelli“I Monsignori gli preferiscono Sant’Andrea, che, come San Pietro, può contenere ogni cerimonia, anche un’incoronazione: ma il 18 marzo festa di Sant’Anselmo, patrono della città, per omnia saecula, il Duomo riprende il suo primato.” Guida estrosa di Mantova pag. 41
In questo divertentissimo testo (ne trovate una breve recensione qui) di Piero Genovesi si enuncia una verità assoluta sui mantovani (e non solo i monsignori): la preferenza per la basilica di Sant’Andrea rispetto al Duomo ovvero la cattedrale di San Pietro.
Quest’ultima chiesa viene infatti considerata più “disordinata” rispetto all’altra e, prima degli ultimi restauri, molto più buia. Il tempio progettato da Leon Battista Alberti per custodire la reliquia del sangue di Cristo invece è lineare e imponente, un capolavoro del Rinascimento che lascia senza parole.
Eppure nonostante tutto io provo un particolare affetto per il Duomo: si tratta infatti di un palinsesto che racconta tutta la storia di Mantova dal periodo romanico fino ad arrivare al 1750 quando viene rifatta la facciata. Continua a leggere